domenica 28 dicembre 2014

Alle soglie del nuovo anno

Rieccomi qui a scrivere sul mio amatissimo e trascuratissimo blog.
Mancano tre giorni alla fine del 2014, un 2014 che per quanto mi riguarda è stato pieno di amarezza, delusione, colpi bassi. Quest'anno mi ha insegnato tanto, ma soprattutto mi ha tolto piccole cose senza le quali pensavo di non poter vivere, ed invece, evidentemente è il contrario. So che per alcuni è impensabile una cosa simile, che si potrebbe dire che "beh, è solo un oggetto", ma mi sono resa conto che il Mondo mi è definitivamente caduto addosso quando si è rotto il mio anello, quello che avevo dal Natale dei miei 18 anni.
Quell'anello per me rappresentava le cose belle, i miei legami, mi ricordava ciò di cui ho e avrò sempre bisogno nella vita. Poi niente, un giorno come un altro, né troppo caldo, né gelido, quell'anello non c'era più e io mi son sentita mancare la terra sotto i piedi.
Ora, come obbiettivo per questo 2015 che si affaccia alla finestra della mia esistenza, c'è di ripararlo e farlo tornare l'anello che era. La stessa pietra, non una diversa perché "è un anello che meriterebbe un'acquamarina pura". Lo voglio quasi uguale. Chi ha un legame affettivo simile con un oggetto, forse, mi capirà.
Voglio volermi più bene quest'anno. Non lasciarmi andare, non pensare che forse non ne valgo la pena. Vorrei eliminare le persone che mi fanno pensare una cosa simile. Voglio disegnare, essere fiera di me, sentirmi libera nello spirito, sufficientemente da potermi rimproverare per le mie scelte sbagliate e sentirmi soddisfatta per quelle giuste. Voglio che questo sia un anno che rincorra il mio perenne obbiettivo di non avere rimpianti di nessun genere.
Oggi, pensando in modo positivo, penso che ce la farò, come riuscirò a trovare quella pietra grezza che ho perso chissà dove, insieme a me stessa.
Ci vuole solo qualcosa di nuovo.
Qualcosa di bello, che rimanga lì, saldo, a farci sentire al sicuro.

A tutti voi un buon inizio 2015.




venerdì 7 novembre 2014

Questione di tempo

Ultimamente mi ritrovo spesso a pensare che sia buffo io modo in cui gli adulti diano la colpa al tempo per qualunque inconveniente della propria vita. Sembra quasi che questa semplice parola di cinque lettere sia in grado di fungere da attenuante a qualunque evenienza.
"Non sono andato lì perché faceva brutto tempo"
"Non sono andato lì perché non avevo tempo"

Nella fattispecie trovo che il tempo come misura delle ore-minuti-secondi impiegate a fare qualcosa o a dover far dell'altro sia ciò che ci rende grandi, e forse un po' più tristi. I bambini sono dei grandissimi spreconi di tempo, e forse è proprio il loro sprecare e la loro inconsapevolezza nel farlo che li rende liberi.
Ma tornando a noi; ho sempre pensato che il tempo fosse quel qualcosa che viene a mancare nel momento in cui si svolgono una o più mansioni quotidiane quali per esempio studio e/o lavoro. In realtà ora non sto facendo né l'uno né l'altro, eppure mi ritrovo ogni giorno più stanca e senza tempo. Vorrei disegnare e non lo faccio. La fisioterapia che seguo ogni giorno da più di un mese è così stancante che alle cinque mi sento già un ghiacciolo sciolto al sole, neppure troppo lentamente. In realtà non lo faccio anche per altre ragioni tra le quali gli stimoli che mancano e la totale assenza di indipendenza. Ero abituata a vivere per i fatti miei e decidere quando rintanarmi nella mia dimora (sempre) a disegnare per poi decidere se e quando uscirne; viene da sé che non può più essere così.
Mettiamoci pure che è un periodo nero che continua da aprile ed ecco la ciliegina sulla torta.
Tuttavia mi trovo a pensare in modo assolutamente irrazionale ed ottimista che quasi sicuramente tutto ciò cambierà. E' questione di Kharma. Ora sto scontando tutta la felicità che ho provato all'inizio dell'Accademia, che non so, forse non me ne meritavo così tanta. Vorrà dire che a breve, o in qualche momento, arriveranno gli alti, io devo solo star qui ad attendere.
E decidere che il tempo ce l'ho.
Per sentirmi più bambina.
Più felice.
Più libera.





venerdì 31 ottobre 2014

Happy Halloween

Non sono sparita. Tornerò prestissimo con uno dei miei post logorroici. Immagino ne abbiate nostalgia (?!)

Intanto buon Halloween a tutti!


domenica 31 agosto 2014

Foglie secche sui marciapiedi

Scrivo ora che è tardi, perché di giorno la mia mente cerca di restare concentrata su cose che non conosceva fino a poco tempo fa. Fisica, chimica.. Materie a me sconosciute, che ancora oggi capisco poco ma che apprezzo nel loro gioco di intrecci tra razionalità e ipotesi, formule che sanno più d'astratto che dipinti di Kandinskij. Questa settimana è volata senza che me ne accorgessi, tra l'aula studio e poco altro. Non ho disegnato molto, anzi, però durante le mie rare uscite ho potuto vedere con occhi puliti alcune piccole cose che mi circondavano. Erano lì, ad un passo da me, le potevo toccare. Solo questo dovrebbe bastare ad una persona per sentirsi un po' più risollevato, o almeno, con me ha funzionato.
C'è stato questo tardo pomeriggio, appena venerdi, che nel centro della mia città ho visto un ragazzo suonare una sorta di xilofono fatto di bottiglie appese, riempite con quantità d'acque diverse affinché ognuna producesse note differenti. Le bottiglie erano di colori diversi e lui era lì, a toccare con le sue bacchette quei pezzi di vetro che altrimenti, forse, sarebbero state buttate. Le faceva vibrare, con la sicurezza negli occhi di chi sa cosa fa, e sa che ciò che fa è bello. Poco dopo un bambino passeggiava con un cane al guinzaglio più grande di lui. Il bambino ha raccolto i bisognini del suo fedele amico, e come un cittadino modello li ha buttati nel primo cassonetto a disposizione. Aveva l'impressione di capire che la responsabilità di avere quel cane era anche legata ad occuparsi di lui e della sua interazione con il mondo esterno. Ho pensato che fosse splendido che un ragazzino così piccolo avesse già questa coscienza civica, o semplicemente grande educazione. Appena poco più in là, durante questa passeggiata che si è svolta alla fine della prima giornata estiva dopo tanto, ero in Piazza Unità d'Italia. Ed è stato lì che nell'inizio di un tramonto tra nuvole striate, un pianista e cantante ha cominciato uno splendido concerto al Caffè degli Specchi, storico cafè sito su un lato della piazza. Dopo qualche meravigliosa canzone era tempo d'andare. Passeggiando per andare a prendere l'autobus l'ho visto. Sul Canal Grande un tramonto così bello da sembrare irreale. Il mare era talmente splendente da riprodurre perfettamente in modo speculare l'immagine delle nuvole rade. L'immagine che si creava sulla superficie d'acqua risultava così simile ad un magnifico foglio da calligrafia.
Lo stesso giorno, durante la mia mattinata di studio, ho fatto qualcosa di testa mia. Sono stata presa in giro e persino snobbata, ma non mi sarei potuta sentire meglio, dopo. Uscendo dall'aula per fare una telefonata ho visto qualcosa vicino ad un albero. Mi sono avvicinata ed era un piccione apparentemente giovane, con la testa ferita. Sono andata in portineria per avvertire il personale in servizio della cosa, e per tutta risposta mi è stato detto che ne erano al corrente, che questa era la legge della natura e che bisognava solo aspettare che arrivasse qualche gatto a mangiarselo. Certo, non lo sapessi che se un animale è ferito viene ucciso da animali più forti... Ma mi sono chiesta come avessero potuto queste persone sapere dal giorno prima che un essere vivente stava agonizzando e lasciarlo comunque lì. Il piccione si dimenava. Non riuscendo a volare cadeva in avanti sul becco. Poi, stanco, tornava quieto, forse aspettando di morire. Ho telefonato all'ENPA che mi ha dirottato al 113 che mi ha ri-dirottato ad un numero diretto di un incaricato ENPA. Gli ho spiegato la situazione già convinta che mi avrebbero risposto in malo modo, ed invece l'uomo al telefono mi ha detto che sarebbe arrivato di lì a 30 minuti. Ho recuperato il mio materiale di studio mi sono seduta all'esterno per accertarmi che al piccione non succedesse nulla. La gente lo guardava e ci rideva su. Una signora sulla quarantina senza nessuna esperienza in materia mi ha detto che avrei potuto evitare di chiamare l'ENPA tanto a suo avviso stava morendo (?!). Una macchina lo stava per investire dieci minuti prima dell'arrivo dell'uomo dell'ENPA, e quando li ho fatti sterzare un po' più a destra mi hanno derisa. "ah, per il piccione. Allora.."
Ma l'uomo è arrivato e l'ha portato via. Non so nulla del piccione, se si sia salvato o meno. Ma una speranza mi sembrava doveroso darla anche a lui. Mi sono chiesta dove fosse finita la compassione di quelle persone che davanti la sofferenza non si scomponevano minimamente. Forse perché non riuscivano a pensare al piccione come ad un qualunque animale, come al loro gatto o al loro cane. Ma cos'è un uomo senza compassione?

A parte queste cose belle, il resto della settimana è stato complicato. La prossima settimana il mio impegno di studio volgerà al termine e lascerò spazio ad altre cose come il nuovo fumetto che voglio realizzare e un'altra cosa top-secret alla quale tengo parecchio. Sono entusiasta. Credo sia un buon modo per vivere la propria vita, indipendentemente da quale sia il percorso che l'attenda.

Prima di postare qui sotto i miei soliti stupidi sketch, vorrei avvertire che oltre ad essi, sul sito web ho pubblicato un nuovo fumetto online. Una storia breve alla quale sono molto affezionata e spero vivamente che chi potrà la leggerà e saprà apprezzarla. Per me è qualcosa di molto importante, e come ogni cosa importante metterla per iscritto (o in forma disegnata) non è stato facile, ma ancora mi rende felice.

Alla prossima



Ritratto un poò a caso di Sandra Oh, attrice ex coprotagonista in Grey's Anatomy

La foto del tramonto




lunedì 25 agosto 2014

Ancora voglia di disegno

Anche se non ne avrei il tempo pubblico dei disegni nuovi. Mi rendo conto di essere arrugginita, vedo gli errori subito ma non riesco a correggerli. Spero tanto che a settembre ricomincerò coi miei ritmi, così almeno sarò un po' più soddisfatta di ciò che produco... Ma questi non sono per soddisfazione personale quanto per bisogno. Il mio bisogno primario (si si, insieme al caffè, si sa).

A presto.





domenica 24 agosto 2014

Disegni notturni

Dopo tanto tempo mi sono presa un po' di serata per disegnare. Non ricordavo facesse cosi bene allo spirito. Ogni volta è una riscoperta, la migliore.
Buonanotte




mercoledì 20 agosto 2014

Parliamo d'altro

E' passato un po' di tempo da quando ho scritto un post, con testo e immagini. Oggi non mi lagnerò delle mie vicende personali (si eleva la OLA), ma farò un po' di recensione spicciola.
Prima però vorrei dire con fierezza di aver finito i #100Happy Days.
Se quando ho cominciato mi avessero detto che sarebbero stati i più difficili degli ultimi tempi forse non avrei iniziato, oppure l'avrei fatto comunque, nel pieno spirito del gioco, perché se cercare la parte bella di un giorno qualunque è bello, cercare una parte bella in un brutto periodo è il livello più difficile (quello che nei videogames sarebbe col mostro grande e grosso). Però ce l'ho fatta, quasi/circa, cercando di inserire cose molto belle come le giornate con gli amici e cose ben più banali come un piatto più particolare per pranzo.
A volte ho dovuto aspettare per pubblicare le foto, perché non avendo fotografato il momento ho dovuto farne il disegno; altre volte (una in particolare) sapevo qual era la parte bella di una giornata pessima, ma per focalizzarmi meglio sul lato positivo avevo bisogno del mio tempo. Anche questo acquisisce tempo, a mio avviso, quando si affronta una sfida simile. Bisogna acquisire consapevolezza, non solo buttare lì una foto su insagram, in quello saremmo buoni tutti.
Ma torniamo a noi, recensioni.
Avviso subito che conterranno SPOILER, quindi non legga chi vuole vedere il film e leggere il libro.
Partiamo dal libro. Ho cominciato e finito "Adulterio" di Coelho.
Premetto che non sono una grande fan dell'autore, e l'unico libro che posseggodi lui è "Veronika decide di morire", che è uno dei miei libri preferiti in assoluto. Di lui ho apprezzato anche "Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta ed ho pianto" e "Undici minuti", mentre gli altri, tuti quelli dove faceva il santone/maestro di vita, non li ho mai digeriti del tutto. Non me ne voglia chi ha amato "L'Alchimista" ma non sono riuscita ad apprezzare al 100% quella scrittura poco fluida, da narratore più che onniscente, direi saccente. Però avevano il loro perché, una storia di vita, un'esperienza personale, un cammino.
Non sapevo cosa aspettarmi da "Adulterio", a leggere la trama non era certo uno dei temi più trattati da Coelho, ma è anche vero che la sessualità era stata affrontata dallo scrittore anche il "Undici minuti", in modo delicato, non originalissimo (il suo retrogusto mi ricordava un po' "Memorie di una Geisha", per dirne uno) ma bello da leggere, semplicemente.
"Adulterio" è un romanzo che  Coelho sembra aver scritto sotto minaccia di un editore che gli ha rifilato da leggere 50 sfumature di grigio e Un uso qualunque di te e tutto il filone "Ho un uomo meraviglioso e una vita apparentemente perfetta, roviniamola"... Capisco che uno scrittore per mantenere la propria popolarità deve scendere a compromessi, ma la stesura di "Adulterio" mi è sembrato un prezzo troppo alto.
In breve, la protagonista è una giornalista (si, forse anche a voi vi chiederete come mai la protagonista non abbia mai un lavoro qualunque tipo la panettiera..) pure piuttosto bella, di soli trent'anni (a trent'anni ha quello che al giorno d'oggi uno non ha nemmeno a cinquant'anni) che ha due figli di cui si sanno appena i nomi e un marito eccezionale che l'appoggia nel lavoro, prova ancora del desiderio sessuale nei suoi confronti e le dice frasi che "Via col vento" al confronto è poco smielato. Lei si rende giustamente conto di non essere felice e opta senza troppe remore di intraprendere una relazione sessuale con un suo fidanzatino del passato con il quale c'è stato solo qualche bacetto in passato. Ovviamente nemmeno lui è un panettiere. L'uomo è un politico molto importante (a chiunque venga in mente il telefilm "Scandal" .. è normale, ma il telefilm ha un minimo d'intreccio, almeno), con al seguito una moglie ben consapevole dei tradimenti del marito ma che se lo vuole tenere stretto. La protagonista ad un certo punto impazzisce a tal punto di pensare che sia un'ottima idea comprare una quantità esagerata di cocaina per fare in modo di incastrare la rivale in amore. Le costa una fortuna, il marito ne rimarrà sempre all'oscuro (comprendo l'assenza di un conto comune, ma ...). Lei decide che non è il caso e se ne sbarazza... Della cocaina, non della rivale. Alla fine resta con suo marito, non ci è dato sapere se veramente felice o meno. Nel mezzo ci sono scene di eros da quattro soldi, personaggi senza il minimo spessore (non riuscivo nemmeno a provare pena per il marito, tant'era idiota) e appuntamenti tra i due protagonisti dati furtivamente come poteva essere per i bigliettini con le soluzioni delle verifiche di matematica, alle elementari.
Sarà che ho letto di recente "Un uso qualunque di te" e che di libri dove si parlava di una vita perfetta dalla quale è necessario fuggire ne ho fatto scorta negli ultimi 6 mesi, ma questo libro è riuscito davvero a nausearmi. Spero vivamente che Coelho decida di rimettersi in carreggiata scrivendo un romanzo più nelle sue corde, a costo che risulti meno vendibile, perché al suo posto mi vergognerei del mio nome scritto sulla copertina, un po' come le attrici famose si vergognano di aver girato un porno ad inizio carriera. Con la differenza che la sua carriera era decollata da un po'.
Voto: 2 
Auguri Paulo.

La seconda recensione è per "Dragon Trainer 2".
Leggevo dai commenti su Facebook un grande entusiasmo nei riguardi di questo film di cui (ammetto) avevo visto la prima parte solo poco tempo fa, alla tv.
Ammetterò anche a testa bassa che l'ho visto alla tv solo perché quella sera pioveva e non si poteva uscire, e prima di quella sera ero convinta fosse una cosa alla Pokémon, pure giapponese. Salvo poi a trovarmi incollata allo schermo dicendo a me stessa che ero stata un'idiota a non vederlo prima.
"Dragon Trainer" ha di suo una trama originale, gli elementi di un romanzo di formazione, tematiche adulte e delicate come l'amputazione di una parte del corpo, che però può venire in qualche modo sostituita.
"Dragon Trainer 2" è a tutti gli effetti un sequel. E' un film non necessario, a mio avviso, nel senso che "Dragon Trainer" non necessitava di un seguito alla storia. Nel secondo film c'è un cattivone che vuole conquistare la terra, o i draghi, o tutti e due e si avvale di un drago grossissimo e apparentemente unico nel suo genere, che tra le altre cose dispone anche di poteri di telecinesi (?!) nei confronti degli altri draghi.
Questo drago enorme ha un suo simile nascosto in un posto meraviglioso pieno di draghi svolazzanti e paesaggi rigogliosi, dove tra l'altro vive pure la mamma del protagonista, che ha ben pensato di rifugiarsi lì per vent'anni anziché tornare dal figlio appena nato, vedendo che la vita con gli animali era più esaltante che allattare un piccolo piagnone (chi l'avrebbe mai detto!). I due si ritrovano, ma lo si sapeva già dall'inizio, quando il ragazzo afferma di non sapere chi è perché non ha mai conosciuto sua madre , e allora voilà, compare la mamma. Una pazza che sembra uscita da un ricovero per persone affette da depressione. Il padre e lei si rivedono, si amano, e come ogni genitore farebbe si baciano appassionatamente ricordando i bei tempi andati davanti al loro bambino.
Ad un certo punto il cattivone fa la guerra alla famiglia del protagonista, i due draghi giganti (detti alfa) si scontrano, quello dei "buoni" muore dopo un minuto e mezzo. Non ci è dato sapere perché il drago buono non riuscisse a comandare gli altri draghi invece quello cattivo si, fatto sta che lui è utile come una bicicletta ad un pesce mentre a farsi un quattro sono i draghetti mignon e Sdentato (drago del protagonista) che dopo aver ammazzato il padre del protagonista (una robetta da niente, insomma) perché plagiato dall'alfa cattivo, stacca una zanna all'alfa cattivo. Gesto che convince il drago grosso ad andarsene dandola vinta ai draghetti buoni. Il cattivone era cattivone perché gli era stato amputato un braccio dai draghi in passato (torna il discorso mutilazione, stavolta un po' ridondante) e sparisce, la cittadina vichinga acquisisce ancora più draghi e una mamma per amica che al ragazzo male non fa.
Il film mi è piaciuto, non era certamente scorrevole come il primo capitolo, una grande parte era dedicata al gioco tra umani e draghi (sembrava quasi che il regista volesse diluire un po' il contenuto); i tempi del film oscilavano da un inizio molto carico e veloce ad una parte centrale più lenta che sembrava non riuscire a sbrogliarsi, però dalla sua aveva un'animazione spettacolare, un protagonista sempre più interessante e il desiderio di parlare di Amicizia, che non fa mai male.
Voto 7, con la speranza che il regista non deciderà di farne un terzo.


E dopo le mie polemiche sul film e il libro del mese (potrei aprire una rubrica), vorrei dire con un certo orgoglio di essere andata in Veneto il fine settimana scorso per una festa di paese dove i birrai indossavano tutti una maglietta con un logo disegnato da me! E' stata una festa meravigliosa, fatta di bella gente, un clima giocoso, bancarelle dell'artigianato e paesaggi da fiaba. Cison di Valmarina è un  posto da vedere, con le sue strade anti-ginocchio malandato e i suoi mille dettagli. Nella stessa settimana sono anche andata a Premantura, in Croazia, dove sono riuscita, nonostante il tempo perennemente nuvoloso di quest'anno, a prendermi la mia prima mezza scottatura. Una giornata fuori porta all'insegna del relax e di quel clima da catalogo Costa crociere, con il cielo azzurro e il venticello ideale per una dormita sotto il sole (e pronto soccorso alla sera)...
Insomma, la scorsa settimana è stata veramente piacevole, e questa si sta già facendo largo tra le prime sedute di fisioterapia, la premessa di un amico che passerà da Trieste domani e impegni di studio che pian piano sta scemando. Avrei dovuto mettere in piedi storie per concorsi a fumetti, ma la verità è che dal 3 settembre già so che disegnerò cosi tanto da non averne bisogno. Un po', lo ammetto, non vedo l'ora :)

Vi lascio con uno schizzo fatto a Premantura (non sarebbe finito ma fate finta di nulla), nell'unico giorno di sole/mare che sono riuscita a prendere da qui a un paio di settimane almeno!

See u


venerdì 1 agosto 2014

Temporali estivi - estate

Rieccomi qui a scrivere sul mio amatissimo blog.
Sono sparita da un po' perché dovevo sbrigare alcune faccende legate alla salute o a quella cosa che più ci assomiglia.
Vorrei fare una digressione rispetto allo scopo di questo spazio, parlare di quanto sia stufa/indignata/arrabbiata per questo menefreghismo e mecenatismo che ruota attorno alla salute della gente comune come me, ma non avrebbe senso perché ormai quel che è fatto è fatto, non mi è stata prescritta alcuna riabilitazione nel post-operatorio, ho dovuto supplicare per avere il referto che mi sarebbe servito a contatare altri medici, fisiatri etc, sono andata al distretto sanitario per chiedere informazioni su un diritto che non sapevo di avere e che hanno fatto in modo di togliermi facendo scadere il termine massimo per la richiesta.
Solitamente sono una persona che si dà almeno il 50% delle colpe, ma stavolta non posso. Zoppicando sono andata dappertutto, tra il friuli e la mia città a chiedere e chiedere. Non è servito a nulla, e anzi, mi ritrovo ora con più problemi di prima e a dover affrontare la consapevolezza di avere un problema più grave di quello per cui ero entrata in ospedale.
Non posso dire "fa niente" come direi in ogni altra occasione, ma sto cercando soluzioni sperando che ci siano, in un modo o nell'altro. Ma soprattutto che queste soluzioni io me le possa permettere, perché ridendo e scherzando il mio diritto a tornare come prima dell'intervento (cioè male ma un po' meno peggio di adesso) costerà fior fior di quattrini (che espressione inusuale <3)
Non voglio entrare nei dettagli, forse lo farò quando e se le cose si sistemeranno un po'. Voglio pubblicare dei disegni che ho fatto per i #100happydays e modificati con il buon Instagram; poi una tavola comica sulla vita da disegnatori e infine un'altra anteprima di quello che sarà (prima o poi) il mio nuovo fumetto.
E' colorata a cavolo, non amo colorare in digitale e perdo subito la pazienza. Ma magari apprezzerete le intenzioni. Oppure no? Forse avrei dovuto apprezzare le intenzioni dei medici...
uhm..















martedì 1 luglio 2014

Mondiali da record

Rieccomi qui dopo un paio di settimane. Oggi non scriverò tanto, e sebbene lo dico (mentamente o non) all'inizio di ogni post, proverò a rispettare questa piccola regola auto-imposta.
La novità è che oggi ho aggiornato il sito con nuove immagini, togliendone alcune più vecchie. Ora aspetto dal mio ex tutor delle dritte per modificare ancora qualcosa e prima o poi organizzarmi per tradurlo anche in inglese. Non posterò qui tutte le immagini che ho aggiunto, cosi potrete guardarvele direttamente sul mio sito! Un'altra buona notizia è che nonostante lo spauracchio di medici poco propensi a lavorare, oggi sono andata a ritirare gli esiti della mia tac con una settimana d'anticipo e nei prossimi giorni dovrei sapere se il mio chirurgo deciderà di operarmi in estate oppure no. Incrociamo le dita. Per il sì, chiaramente.
Le mie giornate stanno volando. Non so nemmeno bene come, eccetto il disegno, che mi ha ri-assorbita come ai tempi della Francia. Mi sono ritrovata di recente a disegnare di nuovo fino notte fonda, e nonostante dormissi veramente poco mi svegliavo con un sorriso smagliante sulle labbra il giorno dopo.
Mi mancava.
L'Italia è uscita dai mondiali e l'unica cosa consolante di tutto ciò è che eviterà di umiliare ancora una patria conosciuta per la sua tradizione in questo sport. Abbiamo fatto schifo, e va bene cosi. Devo ammettere che mi spiace quasi di più perché non potrò vedere le partite con la nuova compagnia d'amici che altro, era divertente trascorrere le serate cosi, tra birra, commenti acidi e tv. Insomma, adesso potremo farlo lo stesso, ma senza tv (immaginate che dramma, per me!).
Il mio dovere nello studio sta diventando come quello della dieta, che rimando perennemente ad un altro  lunedi. La verità è che qualunque scelta prendessi nella vita, disegnare rimarrebbe per me la cosa più importante..

Ora vi lascio con un'anteprima delle news del mio sito web, tavole che poi ho messo anche sul mio profilo pinterest http://www.pinterest.com/elisafurlani3/ e che ho pubblicizzato anche sulla mia pagina di Google+:
https://plus.google.com/u/0/+ElisaFurlani/posts

Sto provando a mantenere fede alla mia promessa di essere il più radicata possibile nel web, ma spesso e volentieri riesco a gestire una sola cosa o neppure quella.
Pardon moi

Alla prossima



lunedì 16 giugno 2014

Un momento d'autunno



Oggi c’è odore di settembre nell’aria.
Amo il profumo dell’autunno alle porte, mi da la sensazione di un periodo che comincia, dove tutto è in ballo e si aprono possibilità da poter cogliere. Sarà per una sorta di imprinting scolastico/universitario, però è bello guardare il cielo coperto con gioia, perché non dev’essere per forza sempre caldo solo perché è giugno.
Scrivo dopo qualche giorno trascorso in Emilia Romagna dove il mio uomo ha subito un intervento di routine ma doloroso al naso. Sono stata con lui in ospedale tutto il giorno dell’intervento, e mentre aspettavo che uscisse dalla sala operatoria ho fatto conoscenza con una mia omonima di 34 anni, già madre di due figli, dal carattere forte e spigliato. Mi piaceva a pelle quella ragazza, ho avuto l’impressione fosse di quelle persone che sono felici della propria vita nonostante i problemi e le difficoltà.
L’intervento è andato bene, il giorno dopo lo hanno mandato a casa e lì sono andata a trovarlo, salvo poi addormentarmi per le ore piccole fatte il venerdì sera mentre ero ospite della cugina di un’amica.
Mi è dispiaciuto, avrei voluto essermi organizzata meglio e restare con lui sino ad oggi, quando i medici gli hanno dovuto togliere i tamponi, ma non ero in condizioni di rivedere i miei piani, soprattutto vista la stanchezza pregressa a causa dell’infezione all’orecchio che per notti non mi ha fatta dormire.
Sabato notte sono cominciati i campionati mondiali di calcio per l’Italia. A me piace molto il calcio, e in particolare trovo che i mondiali siano qualcosa di splendido per l’atmosfera che sanno creare, per il legame che crea tra gli italiani che durante il resto dell’anno sono tutto fuorché fieri di essere italiani.
Ad alcuni i mondiali stanno proprio stretti, ma io dopo il 2006 ma anche (in misura più ristretta) durante gli europei 2012 ho visto persone festeggiare, abbracciarsi, parlare da un’automobile all’altra felici, fiere… Ed è stato semplicemente bello. Anche per questo spero che l’Italia vada più avanti possibile, per  continuare a vedere questa gioia nell’aria, la gente organizzarsi per vedere le partite assieme, perché in più si è ed in più si esulta.
La prima partita dell’Italia è andata bene, ho deciso quindi di fare un disegno in onore di questa vittoria. Ho pensato che ne farò uno per ogni partita giocata e vinta, sperando porti fortuna, e sperando che qualora porti fortuna io riesca a mantenere questo impegno.
Spero inoltre che tutto questo parlare di calcio lasci in secondo piano la politica, della quale ho le scatole davvero piene. A differenza del calcio, che se anche non sei capace di fare un dribbling  ad un palo della luce puoi sapere tutte le regole e capirci qualcosa, i fan della politica mi sembrano persone che pensano di sapere tutto ciò che c’è da sapere senza in realtà sapere nulla né di come ci si gioca dentro né di come ci giocano dentro gli addetti ai lavori. Oltretutto da quando è comparso Grillo la situazione è degenerata.
Io come e più di altri sono abbastanza ignorante in tema di politica, ma se c’è una cosa che non tollero sono coloro che per far sentire la propria voce devono essere maleducati, scurrili e offensivi. Detesto per questo motivo chi bestemmia e detesto per questo motivo Grillo, che si è fatto largo tra campagne elettorali di gente in cravatta (e che per quanto fosse viscida almeno conosceva le regole base della grammatica italiana) a suon di parolacce. “V – Day”. Vaffanculo Day. Sennò non avrebbe ricevuto cosi tante attenzioni, probabilmente. Lo trovo piuttosto antipatico. Vi immaginate se vedendo che i vostri figli sono distratti le maestre della scuola/asilo cominciassero a investirli di parolacce? Certo, i bambini si volterebbero, ma la loro educazione verrebbe compromessa.  Ripeto, non mi piace come metodo e non mi piace la direzione verso la quale sta andando la loro campagna. La gente cerca nel Papa una persona che parli di amore, di carità e benevolenza, e nel leader politico qualcuno che istighi all’odio. Non ha molto senso.
Ma tant’è.
In Emilia ho visto poche persone, tra queste la sorella della mia ex coinquilina che ha avuto una bimba pochi mesi fa e alla quale ho consegnato un piccolo ritratto come regalo. La bambina da vivo era molto più bella, ma devo dire che per essere stato il mio primo ritratto ad acquerello sono piuttosto soddisfatta.
Una buona news è arrivata oggi: lunedì prossimo andrò a fare la tanto agognata tac e poi se tutto va bene andrò sotto i ferri. I tempi si stanno rivelando davvero lunghi, ma mi auguro che il chirurgo deciderà di intervenire anche se ormai si andrà a luglio.
Bene, dopo questo post lunghissimo e pieno di argomenti (anche se abbozzati), vi lascio con la prima (e speriamo una di tante) pin up dei mondiali azzurri, l’acquerello della piccola Emma e un disegno in B/N che mi è venuto in mente stamattina e ho realizzato appena possibile. Il matrimonio gay è sempre un grosso punto di domanda nelle realtà tradizionaliste come quella italiana. Io la penso in modo molto semplice… Trovare in una persona il vero amore è raro, e se due hanno questa fortuna dovrebbero potersi fidare cosi tanto del loro sentimento da poterselo promettere reciprocamente per la vita. Di certo esistono omosessuali credenti, non è certo il loro orientamento sessuale  a renderli dei “senza Dio”. Ed è proprio  il loro Dio, quello in cui confidano, che dovrebbe benedire l’amore, l’unione.
Perché se c’è una cosa di cui abbiamo davvero bisogno in questo momento, tutti, è amore.






giovedì 12 giugno 2014

L'arrivo dell'estate

Rieccomi qui a scrivere un post nel caldo torrido di un'estate appena iniziata.
Trenta gradi,  un sole abbagliante e l'odore di mare già cucito sui vestiti, stretto, che per tre mesi non se ne vorrà andare. Questa è la premessa di una stagione che si annunciava un po' triste a causa degli interventi al ginocchio ma che si sta rivelando piacevole.
A Trieste ho ritrovato la mia serenità. La gioia del pranzo in famiglia, dormire in una stanza che sento davvero mia. Il mio cane sta crescendo forte e sano e ogni giorno il nostro legame si solidifica tanto da farmi sentire la sua mancanza quando manco appena da un paio d'ore da casa.
Nelle ultime due settimane ho disegnato molto. Ho disegnato tutto quello che non avevo disegnato nei mesi post-laurea. Ho fatto un fumetto breve (3 pagine) che spero potrò postare presto e che mi ha lasciata soddisfatta come non succedeva da tanto.
E' succeso quasi per caro. Ho buttato giù un testo ed il testo era cosi bello che mi riusciva a commuovere. Vi è mai successo? Incredibile. Allora ho voluto fare dei disgeni che rendessero giustizia a questo testo e ho rispolverato acquerelli, fogli A3 e tanta pazienza. Mi è piaciuto. Ho disegnato diverse volte fino notte fonda e l'ho modificato finché potevo, poi basta, per non farlo diventare un'ossessione e rovinarlo.
Ho lasciato la Drawing challenge per il motivo che avevo specificato nel post precedente... Non facevo le cose come si dovevano e allora ho semplicemente pensato fosse inutile. Magari più in là, quando avrò la testa per farlo.
Il #100HappyDays invece lo continuo con costanza, perché ho bisogno di avere costanza in qualcosa, anche se è qualcosa di inutile.
Che altro dire... Mentre aspetto la telefonata per la tac e successivo intervento studio per la patente e nel tempo libero mi ammalo. Già, perché oggi ho un'infezione all'orecchio che vorrei strapparmelo con le mie mani e che non mi permette di andare nemmeno al mare in questa calda giornata che secondo i meteorologi precederà un weekend di pioggia e grandine. (!?)
Ho modificato impercettibilmente (o no?) il sito. Quindi un altro mezzo proposito posso quasi cancellarlo dalla lista delle cose da fare. Mentre per tutto il resto... Ancora niente da fare :)
Detto ciò fuggo a prepararmi per una breve capatina in emilia. No, non è perché mi manca. Se devo essere sincera non mi manca per nulla, ma quando hai l'uomo in quelle zone c'è poco da fare!

A presto!

martedì 20 maggio 2014

Bizzarrie. Come da logica primaverile

Chi mi segue su Instagram sa bene che, contro ogni previsione, sto riuscendo piuttosto bene nel mio intento di immortalare giorno per giorno un evento felice della mia vita, fino ad ora, arrivata al 16° giorno, l'unica volta che ho sgarrato è successo che ho fatto la foto ma l'ho pubblicata il giorno seguente, in preda ad un'insostenibile stanchezza.
L'idea del #100happydays è veramente carina, se non fosse che mi rendo conto che l'atteggiamento utile al gioco io ce l'ho nella quasi totalità delle mie giornate. Sono un'inguaribile ottimista, questo si. Ci dev'essere proprio una confluenza di eventi negativi apparentemente senza soluzione o con una soluzione intricata per farmi pensare "ehi, che giornata del cavolo", sennò cerco di non buttarla via una giornata intera. Preferisco dire che è stata una mattinata del cavolo, o un pomeriggio, o ancor meglio un momento e basta.
Diversamente accade per il drawing challenge. Credo di aver sottovalutato in primis il gioco in sé, ed in secondo luogo il poco tempo che è trascorso dalla fine del mio percorso accademico. Impormi di disegnare qualunque cosa dopo 5 anni che i docenti non facevano altro è stato un po' come rimettermi in galera dopo una settimana alle Canarie. Ci provo comunque, o meglio, continuo nella mia sfida solo perché, appunto, si chiama sfida. Ma nel 90% dei casi non sono soddisfatta e  mi chiedo se ne valga la pena di pubblicare cose fatte in fretta e in furia la sera solo per non dire di non esserci riuscita. Il lato positivo sta nel fatto che, se non altro, disegno ogni giorno, e non è così scontato. La mia voglia di disegnare, in netta contrapposizione al tempo che mi concedo per farlo e all'astio per tutto ciò che è stato, mi crea non pochi problemi. Se disegno non lo faccio come vorrei. Desidererei stare al tavolo dieci ore ed essere soddisfatta come accadeva per "Il biplano e la cometa", ma ora l'obbiettivo non c'è e se c'è, è qualche concorso che so che non vincerò oppure semplicemente con una tematica del tutto priva d'interesse. Pazienza, cerco di proseguire a modo mio, insoddisfatta, sperando che prima o poi qualcosa cambi.
Nel frattempo posso dire di aver lavorato alla grafica di "Wild Trieste- Lavorazioni in pelle", una calzoleria nuova di zecca a Trieste di proprietà di un carissimo amico. Sabato scorso c'è stata l'inaugurazione e mi è stato regalato uno splendido braccialettino in pelle lavorata a mano, come segno di rigraziamento.
Ora ci sono ancora dei progetti in ballo per la grafica, la pittura... Sinceramente non so nemmeno se ne sarò in grado... Che dire, farò del mio meglio, e chissà che non avrò tanti giorni di disegno da introdurre nei miei cento...

Ovviamente almeno un disegno demenziale non poteva mancare...
Ah, già... Avvenimenti importanti. E' finita la 10a serie di Grey's Anatomy. Che dire?
Spesso e volentieri la fine del mio telefilm mi lasciava un po' di tristezza misto nostalgia. Una di quelle poche cose per la quale, arrivata a primavera, sarei voluta tornare all'autunno. La verità è che come spesso capita, anche questo telefilm secondo me dovrebbe tirare i remi in barca. Conto tre episodi al massimo di tutta la decima stagione, che mi hanno saputo dare sensazioni forti. Le altre erano 40 minuti di diversivo, come sarebbero potuti essere molti altri telefilm e dispiace. E' un po' come con Totti, che per quanto io sia romanista dalla nascita preferisco che si ritiri con una buon campionato alle spalle piuttosto che saperlo in qualche squadra del nord africa a racattare gli ultimi danari giocando con gente che capisce di calcio quanto io di collezionismo di francobolli. Grande passato, grande nome, gran finale. Per piacere.

Drawing Challenge di oggi... Due pg di Soul Calibur 3. Non so chi ci abbia giocato, è stata la mia droga nei caldi giorni del mio arrivo in Emilia Romagna. Ho amato quel gioco alla follia sebbene fosse un picchiaduro. Mi ci sono affezionata, mi sono affezionata al ricordo di quei giorni correlati ad esso. Inevitabile, no?

Pubblico questa tavola che avevo inviato per un corcorso (che ovviamente non ho vinto). C'era da costruire una tavola su uno spezzone di un racconto intitolato "La fine dell'amore". Sono comunque abbastanza soddisfatta del risultato, anche se, come sempre, prima di ritoccarlo altre trecento vote era un po' meglio (soprattutto la prima vignetta). Inutile piangere sul latte versato. Se uno vuole poter tornare sui suoi passi usa Photoshop che dispone della fantastica finestra "storia"... Per le tecniche manuali è un tantino diverso.
C'est la vie, non avrei vinto comunque, il fumetto selezionato era decisamente più bello!

Alla prossima :)

lunedì 5 maggio 2014

Viva e vegeta

Eccomi qui a scrivere dopo una vita e mezza su questo spazio.
Fortunatamente vengo seguita da poche anime, altrimenti qualcuno avrebbe potuto pensare che l'intervento non sia andato bene e in realtà sono viva e vegeta.
Dovrò rioperarmi, ma non fa nulla. Sto bene, era da tanto tempo che non mi sentivo così serena. Pure troppo.. Dormo 9 ore a notte come minimo e sto con la mia famiglia, i miei amici.
Ho deciso dopo molto tempo di partecipare alla sfida dei 100 giorni di felicità. Questop per imparare ad essere più costante nelle cose e per avere una buona scusa per aggiornare il blog.
Giorno 1:

Ho deciso di fare una sorpresina a mia mamma. Oltre il pranzo al suo ritorno ha trovato come dolcetto le fragole con gelato alla panna cotta e caramello e panna :) Era felicissima, e io di più!

Poi vabbè, oggi avevo l'imbarazzo della scelta sulle cose di cui esser felice. Speriamo sia sempre cosi!

Vorrei inoltre avvertire che da oggi è partita la drawing challenge sulla mia pagina facebook.. Ogni giorno uno schizzo a tema per trenta giorni, a confronto del #100HappyDays è meno della mezza maratona :)


A prestissimo!


mercoledì 16 aprile 2014

Solo novelle

Sono trascorsi una ventina di giorni dal mio ultimo aggiornamento.
Me ne vergogno, ma ancora una volta non posterò nessun disegno sotto i miei sproloqui. Non ho praticamente più disegnato in modo serio dopo la tesi, ma credo sia normale dopo 9 mesi di full immertion. Ho voglia di indirizzare al meglio i miei progetti. Cerco concorsi con cui partecipare in poche tavole per esser soddisfatta di quelle poche. Non mi immergo in cose nelle quali potrei trovare stress o cose simili perché per quello c'è già lo studio, ci sono già stati gli ultimi mesi. Lasciare la casa a Modena è stata una liberazione incredibile. Uscita da quella porta mi è sembrato di respirare un'aria diversa, di riappropriarmi di me, delle mie scelte, della mia idea di "casa", da troppo trascurata. Il trasloco è stato faticoso e mi è costato un dolore al ginocchio che mi trascino ancora dietro, ma il viaggio è stato impagabile: durante tutto il percorso Valter mi narrava aneddoti informatici riguardo gli anni '70-'80, e ne sono rimasta affascinata. Abbiamo pranzato in un autogrill e mi sono presa un po' di quel tempo con lui che non avevo da tanto.
Al mio ritorno ho trovato una busta che conteneva il catalogo di ComiX 4 equality con la mia pubblicazione; un'altra piccola enorme soddisfazione!
Dopo quella sfacchinata sono partita alla volta di Roma per una settimana rilassante. Ho rivisto una persona a me cara, e ho persino guidato un aereo. Già, perché con Gianni, autore de "Il biplano e la cometa" ci siamo visti nel giorno esatto in cui doveva andare a fare un'esercitazione di volo, e allora mi ha chiesto se mi andava di provare. Con la piena consapevolezza della mia propensione allo stare in alto avrei risposto di no, ma poi, meno razionalmente, ho pensato che sarebbe stata l'unica occasione della vita e che "Il biplano e la cometa" lo meritava. Volevo il volo, essere un po' più vicina a Lorenzo e Gabriel.  Inutile dire che in alcuni momenti ho avuto davvero paura, ma alla fine sono stata veramente contenta della mia scelta.
Dopo la settima a Roma sono passata al festival del Gioco, il Play, molto meno goduto dell'anno precedente, ma almeno ho potuto stare un po' col mio uomo e fare una cenetta insieme a Vale che mi ospitava e il suo fidanzato. Sono stata bene, eppure non vedevo l'ora di tornare, di mettere piede nella mia camera, quel posto fatto su misura per me. Ci ho lavorato praticamente una settimana, ma ne è uscita una camera a mio avviso fantastica, con tutto ciò di cui posso aver bisogno per disegnare, studiare, o anche stare serenamente.
Mi era mancata quell'atmosfera pazza che c'è a casa mia, l'educazione dei miei che non fanno rumore al mattino, il mio cane, gli amici che organizzano all'ultimo un aperitivo anche solo per vedersi un po'.
Oggi dopo più di un mese ho disallestito la mia mostra al Juice. Giovedi mi opererò al ginocchio e poi per un po' non avrò modo di muovermi granché, ma sono felice così, mi sembra di essermi riappropriata di un pezzo di me che avevo smarrito, chissà dove... Forse qui, in questa città che a volte mi regala un mare sullo sfondo così azzurro da far venire i brividi.


giovedì 27 marzo 2014

La vita è meravigliosa

Intitolo questo post come uno dei tanti film che non ho visto ma di cui, non so perché, mi ricordo il titolo.
Ho quasi finito di inscatolare tutta la mia roba. Nove scatoloni, una valigia, un borsone, una borsa piccola. Poi ci saranno la libreria e il letto. I peluches giganti di Pluto e Luigi (super Mario) e il nostro piumone.
Domani si parte.
Il furgone mi verrà prestato dal fratello di una mia amica, verrà guidato dal mio PV dopo aver smontato tutto insieme al mio uomo. In questi giorni ho fatto i conti con l'idea di essere una persona fortunata. Ho vicino delle persone che ci sono, che si adoperano per aiutarmi come non avrei mai immaginato. Dalla mia sore che si informa per i furgoni, al cognato della mia ex coinquilina che metteva a disposizione la sua macchina nuova di pacca per il trasloco, alla mia ex coinquilina stessa che ha solo il weekend libero ma l'avrebbe usato per guidare qualora ce ne fosse stato bisogno. Non per falsa modestia, ma non ho idea se davvero merito tutto questo bene, però vorrei contraccambiare, più di ogni altra cosa.
Mi capita spesso, soprattutto dal giorno della laurea, quando ho riaquistato le mie facoltà mentali, di guardare il mio uomo e chiedermi quante altre persone farebbero ciò che fa lui per me. Quanti ragazzi di ventisei anni sarebbero in grado di dare cosi tanto sostegno, di essere una presenza tanto importante quanto reale come punto di riferimento, come sa essere lui. Non ne conosco.
Lui sa di cos'ho bisogno, sempre. Non si lamenta, non mostra delusione quando io non riesco ad avere la stessa empatia anche se lo vorrei con tutta me stessa. Lui c'è e sa che se vorrei che dormisse con me non è solo un capriccio ma è il bisogno di sentirlo accanto. Di svegliarmi e sentirgli dire "buongiorno" e io vorrei solo rispondere "certo che è un buongiorno, qui ci sei tu."
Di solito non ne parlo granché, di lui, di noi. Per me ciò che abbiamo è qualcosa di cosi privato e intimo che non mi va di condividerlo. Forse ne sono gelosa, forse ho paura che succeda come nelle favole, che se lo racconto a qualcuno la magia svanisce perché avrei dovuto mantenere il segreto.
Però detto ad alta voce succede che uno se ne rende conto meglio, non so bene perché, è nella natura stupida dell'uomo, o solo nella mia.

Ho letto un libro d'amore. Cominciato e finito in due giorni, 256 pagine così intense da farmi versare qualche lacrima. Non so se e quando sia successo prima d'ora con un libro, sarà che di norma non leggo romanzi drammatici, però è capitato. La protagonista non era una la protagonista in cui mi sarei potuta immedesimare, ma l'amore che le viene donato è simile a quello che ho la fortuna di avere io. Una persona accanto che ha la pazienza di aspettare e crede cosi tanto nel Noi da lottare anche quando sembra non ci sia più nulla per cui lottare.
"Nessuno sa di noi" è anche una storia d'amore. Ma non solo.
E' una storia che se me l'avessero raccontata avrei detto "è impossibile che in Italia l'abbiano pubblicata per davvero". Erano anni che non mi sentivo così soddisfatta di una lettura, cosi contenta di aver letto un libro che mi ha dato qualcosa che nient'altro era riuscito a darmi prima.
Il romanzo parla di "aborto terapeutico". Non sapevo nemmeno esistesse, ad esser sincera.
Per com'è scritto, in modo caldo, sofferto e sincero, l'argomento non scivola nei facili qualunquismi. Si parla di un tabù e lo si fa nel modo più cattivo possibile. La protagonista, Luce, non cerca attenuanti, non si nasconde dietro una frase scontata quale "non avevo scelta", la scelta c'era ma il risultato sarebbe potuto essere lo stesso con l'aggravante di due mesi in più d'attesa a logorarla ancora.
Il suo bambino, Lorenzo, è un bambino mai nato che sarebbe potuto venire al mondo per spegnersi subito dopo a causa di una malattia scheletrica che gli comprimeva cuore e polmoni. Lei continua a chiamarlo Lorenzo fino all'ultimo capitolo del libro. Parla del suo percorso emotivo, del senso di colpa, del rapporto mai costruito per davvero con una madre schiava del proprio egoismo. Luce è un personaggio egoista, che non si discolpa. Ammette i suoi errori col proprio partner. Ammette di aver cercato così tanto la gravidanza da perdere di vista l'amore che le veniva regalato. Luce scrive per un giornale, in una rubrica di consigli al femminile. Però quando si ritrova nel proprio vortice emotivo, a metà tra senso di colpa e odio verso sé stessa, si appoggia ad altri scrittori. A quelli di un forum che tratta solo di aborti terapeutici. Il libro quindi fa conoscere anche questo mondo dietro lo schermo, dove le persone possono rifugiarsi per trovare conforto, consigli, o anche solo la magra consolazione di un destino condiviso.
"Nessuno sa di noi" è un libro che va letto senza pregiudizi, per conoscere una realtà che va oltre la nostra immaginazione. E' un romanzo scritto bene come non mi capitava di leggere da molto tempo. Non si perde in descrizioni superflue, la terminologia è bilanciata nel suo essere in parte ricercata ed in parte schietta e lineare. Simona Sparaco non evita di raccontare particolari crudi della vicenda senza però cadere nel grottesco, e dall'inizio alla fine mi ha fatto pensare che se mai dovessi scrivere un libro, è così che lo vorrei scrivere. Comunque da qui il titolo "La vita è meravigliosa". Quando si parla di aborto si parla sempre di vita o non vita. E' difficile prendere una posizione. Se qualcuno si considera sfavorevole viene etichettato come bigotto, in caso contrario sarà semplicemente un assassino. Io credo che ogni situazione abbia la propria storia alle spalle che porta a differenti scelte. "Nessuno sa di noi" non impone una posizione favorevole all'aborto, anzi. Non è scritto in un modo freddo e distaccato, lucido. Sembra scritto ancora con le lacrime agli occhi di una madre che madre non è. Parla di vita, di come le vite si allacciano tra di loro e sanno influenzarsi, portandosi l'un l'altra sull'orlo del baratro o alla salvezza.
Ora che ci penso probabilmente un libro cosi non l'ho letto da "Veronika decide di morire", e chi mi conosce sa che il paragone è molto forte per quanto amo quel romanzo.

Dopo questa mia piccola recensione, piena dell'entusiasmo di un libro appena chiuso e riposto, posso annunciare di aver finalmente messo mano alla Eli's List e anche alla seconda parte, con non poco orgoglio.
In realtà il viaggio a Roma lo farò domenica per tornare definitivamente a Trieste il 5 aprile.
Prima passerò nuovamente per Modena, in occasione del PLAY il festival del gioco, che uno o due anni fa ha fatto divertire parecchio me e Andrea.
Avrei voluto mettere in coda a questo post un paio di disegni siccome sto lavorando su un progetto (finalmente), ma credo lo farò solo quando avrò finito almeno un paio di tavole. Nel frattempo mi godo qualche post da semplice blogger che si ricorda di aggiornare in modo quasi decente queste pagine.

Tuttavia, come noterete nella mia lista, ho potuto cancellare la voce "correggere gli errori da Il biplano e la cometa", ed infatti l'ho fatto. Ma non solo! Subito dopo ho deciso di mandarlo in stampa. Per una questione economica mi ero adattata all'idea di averlo solo in formato digitale, ma poi, memore della bella stampa di cui sono capaci nella copisteria alla quale mi sono rivolta, e sapendo che altrimenti me ne sarei pentita, ho deciso di concedermi questo piccolo regalino ed essere una buona promotrice del mio stesso prodotto. Se non l'acquisto io, vuoi che lo acquistino degli estranei?

Sto diventando saggia, sarà l'età?

E intanto i post su questo blog sono diventati cento. <3

venerdì 21 marzo 2014

Printemps

Oggi mi sono svegliata con il rumore e l'odore dell'Italspurghi sotto la mia finestra.
In quel momento avrei potuto decidere di etichettare questa giornata come positiva o negativa, ho optato per la prima e mi sono messa a ridere da sola. Svegliarsi con l'odore di m.... è comunque più rincuorante che addormentarsi con la fastidiosissima voce della mia coinquilina.
Si comincia una nuova giornata, un'ora prima del solito. Un'ora di possibilità, scegliamo cosa farne.
Sono passati quasi dieci giorni dal mio ultimo post, ma mi sembra davvero di essermi laureata tre giorni fa e di non aver avuto tempo per nulla. Nel frattempo ho studiato un centinaio di pagine del libro di scuola guida, ho ripreso la matita in mano e persino il fumetto della tesi, perché lasciarlo lì cosi mi sembrava un lavoro mai finito del tutto. Avrei voluto rifare delle tavole, ma ho pensato che c'è un tempo per tutto e non volevo spendere altri nove mesi a rifare tutte le tavole (ciclicamente) rischiando che diventi un circolo vizioso e considerandolo incompleto per sempre.
Voglio molto bene a "Il biplano e la cometa" e non mi va di considerarlo in termini negativi.
Lo scorso weekend sono stata col mio uomo a Trieste. Vuoi perché avevamo un posto tutto nostro dove stare, vuoi per la frenesia della festa di laurea, vuoi per la tensione della proclamazione ormai sciiolta e fuggita via, sono stati due giorni davvero magnifici. Abbiamo percorso Trieste a piedi, la notte. Ci siamo presi i nostri tempi, l'ho portato a casa di mia nonna che è un luogo che collego più alla mia infanzia che al mio presente. La festa di laurea è stata "La Festa". I miei amici si sono adoperati cosi tanto che mi sono chiesta se me lo meritassi davvero, se, alcuni di loro conosco da cosi poco tempo, pensassero realmente che dovessi avere una festa perfetta, perché lo è stata.
A parte i giochi alcolici, la vestizione da pinguinone e un cartellone splendido (a dir poco), c'era un'atmosfera splendida che credo mi sia sempre mancata prima di questi ultimi tempi. Tutto ciò mi ha dato una spinta in più per prendere il mio ri-trasferimento a Trieste nel modo più positivo possibile.
Parlando con una mia ex coinquilina mi ha fatto presente che io sembravo quella più legata alla casa di tutte le altre, che si rendevano perfettamente conto di quanto fosse malconcia. La verità è che qui dentro ho i ricordi più belli legati alla mia esperienza modenese. La prima convivenza andata bene, l'anno in cui ho coltivato le amicizie che sono diventate quelle che mi spiacerà lasciare tra poco più di una settimana.
Però di quel tempo non c'è più nulla. Me ne sono ricordata stamattina con l'Italspurghi; con l'acqua della doccia diventata fredda perché d'estate si deve accendere il boiler; la voce dell'"uomo del garage" col suo accento da modenese di provincia che urla nel cortile per parlare coi passanti. L'anno scorso sarebbero stati alcuni tra i tanti discorsi/lamentele buttate sul ridere con la mia coinquilina. Ora noi non ci siamo più, e questa casa è fredda e piena d'indifferenza proprio come tre anni e mezzo fa, quando mi dicevo "spero di non doverci mai più ricadere in una cosa simile" mentre alla fine dei giochi sono esattamente allo stesso punto.
Dire che mi spiace lasciare Modena avrebbe senso se ogni giorno non dovessi tornare in questa casa svuotata. Ricordarmi che una volta reggevo il mio pinguino di peluche portachiavi come fosse la cosa più preziosa al mondo perché attaccate c'erano le chiavi di quella che per me era "casa". Ero felice di tornarvi. Non c'era l'odore pessimo di un deodorante per ambienti alla vaniglia né il rumore fastidioso dello sciabattare di gente arrogante, che lo fa perché pensa sia solo casa loro. C'era l'odore di the anche quando non lo avevamo ancora fatto. Mi piaceva vedere la porta della mia coinquilina aperta quando tornavo a casa, perché sapevo che la lasciava aperta per me, o almeno cosi sembrava. Era facile salutarla, era bello sperare che lei ci fosse, quando tornavo a casa. L'esatto opposto di ora, insomma, che se sento il vociare dietro la porta vorrei non doverla aprire e potermene andare. Dove non so.
Si spengono le luci su un capitolo lungo della mia vita e vorrei poter dire "cavolo, se solo avessi ancora un mese a disposizione..." ma non è così. Mi è successo lo stesso quando ho finito lo stage in Francia. La ricerca assennata di nostalgia in fondo al cuore, senza trovarla. A volte mi manca Grenoble, ma la verità è che la tesi e gli eventi mi hanno fatta correre avanti senza l'opportunità di voltarmi. Per me Modena è stato tutto per cinque lunghi anni. Mi rasserenava vedere la fontana di Largo Garibaldi che si tinge di blu e mi piaceva ricordare quella sera in macchina quando l'Italia venne qualificata alle finali degli europei e noi eravamo in macchina a suonare il clacson anche se non ce ne fregava niente. Perché era bello cosi, eravamo belli noi in quell'atmosfera leggera che ora non c'è più.
Tra dieci giorni starò montando il mio letto ormai vecchio nella camera di sempre. Ci appenderò Modena qua e là, le foto degli amici, il mio pannello in sughero coi biglietti del cinema e gli scontrini dei bar dei nostri viaggi. Vorrò ricordarla così quest'esperienza, come quel pannello, bello, pulito, perfetto.
Tra poco appenderò le luci comprate da Tiger che mi piacevano tanto, sposterò gli armadi come voglio io e prenderò in mano le chiavi pensando che avrò solo quelle e saranno di casa.
Mi manca la sensazione di svegliarmi la domenica mattina e sperare che mia madre sia sveglia per bere il caffè assieme, giocare col cane e poi borbottare un po', perché ho da fare ma mezza mattinata l'ho bruciata a lanciare giocattoli rumorosi.
Sono pronta a tornare a casa.
Anche solo perché posso chiamarla "casa".

Tavola unica random. Inchiostro, digitale e notte fonda <3


Oggi è la giornata mondiale per le persone affette da sindrome di Down. Tempo fa avevo disegnato un fumetto su questo tema. Trascorsi mesi lo rifarei per 3/4, ma il concetto continua a piacermi, e allora lo pubblico, come tributo ad una causa giusta. Perché ci può essere qualcosa di meraviglioso anche nelle situazioni più difficili.


Ah, e chiaramente, buona primavera a tutti, anche se da calendario è oggi ma sappiamo bene che è cominciata un mese fa o_O

 Tanto per dirle un'altra, non ho fatto ancora quasi nulla della Eli's List. Tant'è che avevo visto un giochino simpatico su Facebook che implicava il postare ogni giorno per cento giorni una foto che testimoniasse un motivo per essere felici in quel dato giorno.. Ma avevo paura sarebbe stata un'altra voce sulla mia lista!
E no, non riesco a proseguire nella lettura de "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve", mi sa che vedrò prima il film e nel frattempo mi leggerò qualcos'altro. Non si sa mai che mi torni la voglia di riprenderlo in mano in un momento diverso.
A volte capita.