Forse cambierò grafica del blog, devo ancora pensarci.
Di recente ho visto molta bella roba in giro, dei blog fatti da gente che mi ha fatto rimanere a bocca aperta. Spero per queste persone che diventino dei professionisti, perché a mio avviso se lo meritano moltissimo.
Ma a parte questo, la giornata era partita male. Per un esame ci hanno commissionato un portfolio che però dev'essere hand made per quanto riguarda il contenitore di tavole, o meglio, la cartellina.
Ora, io non ho la forza di Hulk e non ho l'intelligenza di Mc Guyver per aggirare il primo dei miei limiti citato. Tuttavia penso che molti siano nelle mie stesse condizioni, e alla luce di ciò credo che la colla Attak sia un'immensa fregatura. Non perché non incolla (vedi Vinavil o Pritt) ma perché ha un cappuccio impossibile da svitare dopo la prima volta che se ne fa uso (quindi, deduco, incolla e pure bene). Siccome per me era più facile aggirare l'ostacolo Hulk che Mc Guyver, ho provato a svitare il suddetto tappo con l'aiuto di una pinza da lavoro e un altro arnese simile di cui non ricordo il nome. Nulla. Quindi uno spende sei euro di Attak per usarla una volta soltanto. Ho usato lo scotch. Non è uguale ed è pure abbastanza antiestetico, ma mi inventerò qualcosa. Io altri sei euro alla colla one shot non glieli dò.
Poi a darmi ancora più motivo d'irritazione c'è stato Indesign che ha fatto le bizze. Mi dava le immagini pixelate anche in preview, lo stronzo. Quelle immagini erano a 400 e 600dpi, com'è possibile? Non si sa. Fortunatamente i miei compagni di corso sono meglio del call center a numero verde, e appena postato il dilemma su faccialibro mi sono arrivate almeno dieci soluzioni diverse. Logicamente, come Murphy insegna, quella ottimale era l'ultima. Logicamente, sempre come Murphy insegna, la soluzione ottimale era anche quella che prevedeva di rifare tutto il lavoro. Però almeno adesso è fatta e potrò sostenere l'esame senza inventarmi che il pixel era un puntinismo post-moderno. Non ci avrebbe creduto, quel mio prof lì non è un idiota.
Tornando a noi, domani parto. Per chi è un po' nel giro, la cosa sembrerà assurda: Da giovedi comincia il BilBolBul, festival internazionale di fumetto, a Bologna. Praticamente sotto casa. E io me ne vado. Torno quando tutto è finito. Ma anche questa è una mezza verità. Le mostre dureranno fino ad Aprile (almeno quelle che interessano a me), solo gli incontri sono da prendere al volo. E quest'anno non c'è PippoCaio, ma tale Vittorio Giardino e Lorenzo Mattotti. Non che non mi sarebbe piaciuto incontrarli, per l'amor del cielo! Ma innanzitutto andare a Trieste comporta 5 ore di viaggio e dunque se devo stare lissù preferisco farlo per qualche giorno. In secondo luogo vorrei sabotare nel mio piccolissimo, quella manifestazione. Non perché non apprezzi il fatto che Bologna diventi ancora una volta polo del fumetto italiano.... Ma per l'Organizzazione Accademia che c'è sotto. Se partecipi a quattro incontri ti diamo dei crediti. Se applaudisci 10 volte e fai almeno tre domande pure un panettone in omaggio. Così, a mio avviso, non si ottengono i favori degli studenti, ma solo facce scocciate che si recano a tre su quattro incontri noiosissimi per poi venir sgridati dai professori in altra sede perché non si è dimostrato interesse. Quindi io non ci vado. Non pretendo che chiedano agli studenti quali autori (se possibile) vorrebbero incontrare ma almeno si potrebbe fare in modo che coloro che sono interessati lo siano davvero sarebbe un bel traguardo.
A parte questo hanno dato vita ad una mostra per i dieci anni del corso chiamata "I primi dieci" dove espongono a loro detta gli studenti più meritevoli dell'Accademia. A mio avviso questo è ingiustamente autoreferenziale. Infatti gli organizzatori danno modo di pensare che coloro che espongono sono coloro che hanno fatto buon uso delle conoscenze gentilmente elargite da insegnanti e mentori in Accademia. In realtà credo che molte di queste persone siano sbocciate nonostante gli insegnamenti introiettati dai prof d'Accademia. In particolare ho visto i lavori di una mia compagna di corso che ho sempre stimato moltissimo e mi sono chiesta nonostante tutto come abbia fatto a non uscire dal suo stile e anzi, migliorarsi. Penso che la risposta sia semplice, si è migliorata da sé. Forse anche grazie al contatto con altri disegnatori, ma di ringraziamenti dovuti ai professori credo ce ne siano veramente pochi da fare. Uno di questi và al prof del portfolio. Dannazione (che esclamazione fumettara)! Quello si che è un vero prof.
Ma continuiamo a lavorare, non sarò mica rimasta a casa per niente oggi!
(oltre per il fatto che di andare a lezione oggi proprio non ne avevo voglia)
(Studio di personaggio + Pose di disegno per la scultura)
martedì 19 febbraio 2013
martedì 12 febbraio 2013
Come neve.
Ieri ha nevicato, e le strade sono nuovamente bianche.
Mi piace la neve, moltissimo. Da persona cresciuta in una città di mare, ho visto la neve veramente poco nella mia vita, almeno finché vivevo in quel di Trieste. La neve sembra soffice, è un po' il riscatto per il freddo che l'inverno impone per qualche mese. Ma non sono qui a parlare di neve.
Sto cercando disperatamente di preparare 5 esami in meno di un mese. Nel frattempo devo trovare casa a Grenoble e una coinquilina nella casa di Modena che stia nella mia stanza il tempo necessario affinché io completi il mio tirocinio erasmus.. Come la peggiore delle donne in menopausa, ho degli sbalzi d'umore non indifferenti. Passo dall'ecitazione per la partenza alla depressione del omioddiomancapocononcelafarò. Ma la verità è che sono ottimista, perché in un modo o nell'altro ce l'ho sempre fatta. Ce l'ho fatta a -quasi-completare il video di animazione digitale. Una materia che non era mai stata spiegata, che verteva su un programma (adobe Flash) che non era mai stato spiegato. Ce l'ho fatta lo stesso. Non sarà il video del secolo, ma qualcosa ne è uscito.
Meditavo su alcuni gruppi che si sono istituiti su facebook, tipo "il coinquilino di merda" o "Il fidanzato di merda". Fa tutto molto ridere, ma capita poi di pensare che forse qualcuno potrebbe usare tale appellativo per me, e allora cerco di fare un esame di coscienza. Per ora penso di essere abbastanza a posto, ma poi magari non è così.
A breve è San Valentino.
Io adoro San Valentino, mi sa che l'avevo già scritto un anno fa. Ma la verità è che tra social network e affini vedo che la gente ha molta voglia di mostrare il dente avvelenato. Sul Papa che si dimette, sui coinquilini o fidanzati di merda, sulle pessime amicizie etc... San Valentino mi dà l'idea che esista un mondo a parte, che compare solo per un breve periodo ed è fatto di cuoricioni rossi e voglia d'amore. Poi magari non è così, ma da brava romanticona che sono, ho bisogno di crederci.
C'è un'altra cosa che capisco poco...è comune l'idea bizzarra che chi è single invidi gli impegnati e viceversa. L'invidia. Una brutta bestia. Io credo che non ci sia da invidiare nessuno, tant'è che uno single può facilmente impegnarsi con un minimo di costanza e la persona impegnata con un minimo di spina dorsale può risultare single. Eppure bisogna pensare ai sentimenti negativi, e pensando ad essi ci si infetta l'animo. Ma magari anche questa è solo un'opinione.
Vorrei un mondo più pulito, più candido.
Come la neve.
Mi piace la neve, moltissimo. Da persona cresciuta in una città di mare, ho visto la neve veramente poco nella mia vita, almeno finché vivevo in quel di Trieste. La neve sembra soffice, è un po' il riscatto per il freddo che l'inverno impone per qualche mese. Ma non sono qui a parlare di neve.
Sto cercando disperatamente di preparare 5 esami in meno di un mese. Nel frattempo devo trovare casa a Grenoble e una coinquilina nella casa di Modena che stia nella mia stanza il tempo necessario affinché io completi il mio tirocinio erasmus.. Come la peggiore delle donne in menopausa, ho degli sbalzi d'umore non indifferenti. Passo dall'ecitazione per la partenza alla depressione del omioddiomancapocononcelafarò. Ma la verità è che sono ottimista, perché in un modo o nell'altro ce l'ho sempre fatta. Ce l'ho fatta a -quasi-completare il video di animazione digitale. Una materia che non era mai stata spiegata, che verteva su un programma (adobe Flash) che non era mai stato spiegato. Ce l'ho fatta lo stesso. Non sarà il video del secolo, ma qualcosa ne è uscito.
Meditavo su alcuni gruppi che si sono istituiti su facebook, tipo "il coinquilino di merda" o "Il fidanzato di merda". Fa tutto molto ridere, ma capita poi di pensare che forse qualcuno potrebbe usare tale appellativo per me, e allora cerco di fare un esame di coscienza. Per ora penso di essere abbastanza a posto, ma poi magari non è così.
A breve è San Valentino.
Io adoro San Valentino, mi sa che l'avevo già scritto un anno fa. Ma la verità è che tra social network e affini vedo che la gente ha molta voglia di mostrare il dente avvelenato. Sul Papa che si dimette, sui coinquilini o fidanzati di merda, sulle pessime amicizie etc... San Valentino mi dà l'idea che esista un mondo a parte, che compare solo per un breve periodo ed è fatto di cuoricioni rossi e voglia d'amore. Poi magari non è così, ma da brava romanticona che sono, ho bisogno di crederci.
C'è un'altra cosa che capisco poco...è comune l'idea bizzarra che chi è single invidi gli impegnati e viceversa. L'invidia. Una brutta bestia. Io credo che non ci sia da invidiare nessuno, tant'è che uno single può facilmente impegnarsi con un minimo di costanza e la persona impegnata con un minimo di spina dorsale può risultare single. Eppure bisogna pensare ai sentimenti negativi, e pensando ad essi ci si infetta l'animo. Ma magari anche questa è solo un'opinione.
Vorrei un mondo più pulito, più candido.
Come la neve.
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venerdì 25 gennaio 2013
I miei tempi strani
Rieccomi su questo spazio.
Mentre scrivo è iniziata l'ultima giornata della mia settimana triestina. Come ogni volta è volata, tra dentista, compleanno di mio fratello e conseguente corriere Bartolini da aspettare per il suo regalo... Amicizie da vedere, fumetterie e buoni propositi non tutti finiti in porto.
Tanto per cominciare il fumetto di quattro pagine l'ho finito. E' stata una tortura, un po' perché c'era sempre qualcuno ad impedirmi di disegnare, e un po' perché una parte di me aveva paura di metterci mano e rovinare l'idea che mi ero fatta di ciò che quel fumetto sarebbe dovuto diventare.
Alla fine della fiera, in realtà, sono soddisfatta. Ancora una volta ammetto che mettere su carta un problema reale, vissuto di persona o di riflesso è difficile. "La pancia", come dice il mio prof. di sceneggiatura, prima che farla sentire al fruitore la si sente in prima persona e fa male. Però penso che da questo genere di storie nascano i prodotti migliori. Ci si mette una cura diversa, un po' più di sé stessi.
Comunque queste quattro difficili pagine sono finite, ora c'è da pensare al tirocinio che è sempre più vicino e non so ancora dove vivrò. Mi rendo conto che ho diverse cose che mi portano via del tempo dal disegno, e la cosa non mi piace. In un mondo ideale disegnerei sempre. Buon inizio per una che vorrebbe fare quel mestiere lì. A parte quello ho capito anche che quando i tempi sono più stretti uno si gestisce meglio che quando di tempo ne ha relativamente un'infinità in più. Quando lavoravo praticamente part time ci stavo dentro nelle cose, sempre di corsa e col magone di non riuscire a fare un tubo... E poi ci riuscivo. Ora lavoro molto meno e già il fatto di andare in Accademia e dover fare altre tre-quattro cose un po' mi spiazza. Sarà anche la vecchiaia? Forse.
Vi lascio con una vignetta del fumetto di 4 pagine, che poi si comincia a fare un po' di roba lasciata indietro, come al solito.
Mentre scrivo è iniziata l'ultima giornata della mia settimana triestina. Come ogni volta è volata, tra dentista, compleanno di mio fratello e conseguente corriere Bartolini da aspettare per il suo regalo... Amicizie da vedere, fumetterie e buoni propositi non tutti finiti in porto.
Tanto per cominciare il fumetto di quattro pagine l'ho finito. E' stata una tortura, un po' perché c'era sempre qualcuno ad impedirmi di disegnare, e un po' perché una parte di me aveva paura di metterci mano e rovinare l'idea che mi ero fatta di ciò che quel fumetto sarebbe dovuto diventare.
Alla fine della fiera, in realtà, sono soddisfatta. Ancora una volta ammetto che mettere su carta un problema reale, vissuto di persona o di riflesso è difficile. "La pancia", come dice il mio prof. di sceneggiatura, prima che farla sentire al fruitore la si sente in prima persona e fa male. Però penso che da questo genere di storie nascano i prodotti migliori. Ci si mette una cura diversa, un po' più di sé stessi.
Comunque queste quattro difficili pagine sono finite, ora c'è da pensare al tirocinio che è sempre più vicino e non so ancora dove vivrò. Mi rendo conto che ho diverse cose che mi portano via del tempo dal disegno, e la cosa non mi piace. In un mondo ideale disegnerei sempre. Buon inizio per una che vorrebbe fare quel mestiere lì. A parte quello ho capito anche che quando i tempi sono più stretti uno si gestisce meglio che quando di tempo ne ha relativamente un'infinità in più. Quando lavoravo praticamente part time ci stavo dentro nelle cose, sempre di corsa e col magone di non riuscire a fare un tubo... E poi ci riuscivo. Ora lavoro molto meno e già il fatto di andare in Accademia e dover fare altre tre-quattro cose un po' mi spiazza. Sarà anche la vecchiaia? Forse.
Vi lascio con una vignetta del fumetto di 4 pagine, che poi si comincia a fare un po' di roba lasciata indietro, come al solito.
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mercoledì 16 gennaio 2013
Snow
Oggi ha nevicato. Miracolosamente i treni mi hanno portata a Bologna senza troppe complicazioni e mi hanno persino riportata indietro. Forse Paolo Fox non ha tutti i torti. Potrebbe anche essere una buona annata. O citando il titolo di un gran film... Un'ottima annata. Anche meglio.
Vi lascio con degli schizzi volanti
Vi lascio con degli schizzi volanti
martedì 15 gennaio 2013
cose a caso
Come sempre è trascorso un po' di tempo dall'ultima volta che ho scritto.
Mi rendo conto che le giornate passano molto velocemente e alla fine di ognuna di essa il pensiero predominante è "dannazione, anche oggi non ho fatto nulla". Che poi non è vero. Di cose ne faccio e pure parecchie, solo che non riesco a fare tutto ciò che mi propongo poiché attualmente la mia testa è disordinata come la mia camera. Potrei riordinarla, ma attualmente vederla così affine a me mi da un po' di conforto. Senza contare che logicamente tra le varie cose da fare, non avrei nemmeno il tempo per fare un buon lavoro. Sabato parto e vado per una settimana a Trieste. Vedo questo viaggio come una piccola boa dove posso svoltare, anche se non ha senso. Ma io ho sempre bisogno di mini-traguardi per andare avanti e combinare qualcosa, e così quella settimana sarà il mio traguardo. Entro allora devo finire quattro tavole di fumetto. Riempiendo la valigia grande si farà ancora più spazio nella mia camera, al che sarà più facile riordinarla al mio ritorno. Durante la settimana fuori non dovrò frequentare l'università e dunque potrò pensare alle faccende burocratiche che mi sono lasciata alle spalle per quanto concerne l'erasmus, potrò preparare il ppt da presentare al prof in modo da fare una revisione pre-esame. Sul treno potrò studiare francese, o flash, o dreamweaver. Una volta tornata, se dio vuole, di qualcosa sarò alleggerita, ma sarà trascorsa un'altra settimana.
Parlando di cose belle, a casa è entrata una nuova coinquilina scelta tra capo e collo per riuscire a coprire anche le spese di gennaio. Sembra molto carina ed il clima ora come ora, in casa sembra disteso. Quando entra una persona nuova a casa, a meno che non sia una ragazza dominante, c'è la curiosità. La curiosità mette d'accordo un po' tutti. E credo che in questo momento una situazione simile ci voleva davvero. Eravamo tutte troppo tese, tutte troppo confuse. Adesso c'è Alessia e siamo tutte curiose.
Ieri è saltato il corso di disegno. Ero stranamente felice. Quando mi sono ricordata -a metà pomeriggio- di doverci andare ho pensato da subito di non averne molta voglia. Vedevo il mio fidanzato per la prima volta dopo qualche giorno e avevo voglia di finire una bella giornata, semplice e senza troppi pensieri, in camera, con telefilm e patatine. Zero pensieri, almeno ieri. E quando mi è stato comunicato che non ci sarei dovuta andare mi sono sentita fortunata. Un po' come ad aver ritrovato il cellulare nel camerino di prova di un negozio dopo averlo lasciato sullo sgabello mentre mi provavo i jeans. Ora che ci penso ieri avrei potuto giocare al superenalotto, magari avrei vinto.
Mi rendo conto che le giornate passano molto velocemente e alla fine di ognuna di essa il pensiero predominante è "dannazione, anche oggi non ho fatto nulla". Che poi non è vero. Di cose ne faccio e pure parecchie, solo che non riesco a fare tutto ciò che mi propongo poiché attualmente la mia testa è disordinata come la mia camera. Potrei riordinarla, ma attualmente vederla così affine a me mi da un po' di conforto. Senza contare che logicamente tra le varie cose da fare, non avrei nemmeno il tempo per fare un buon lavoro. Sabato parto e vado per una settimana a Trieste. Vedo questo viaggio come una piccola boa dove posso svoltare, anche se non ha senso. Ma io ho sempre bisogno di mini-traguardi per andare avanti e combinare qualcosa, e così quella settimana sarà il mio traguardo. Entro allora devo finire quattro tavole di fumetto. Riempiendo la valigia grande si farà ancora più spazio nella mia camera, al che sarà più facile riordinarla al mio ritorno. Durante la settimana fuori non dovrò frequentare l'università e dunque potrò pensare alle faccende burocratiche che mi sono lasciata alle spalle per quanto concerne l'erasmus, potrò preparare il ppt da presentare al prof in modo da fare una revisione pre-esame. Sul treno potrò studiare francese, o flash, o dreamweaver. Una volta tornata, se dio vuole, di qualcosa sarò alleggerita, ma sarà trascorsa un'altra settimana.
Parlando di cose belle, a casa è entrata una nuova coinquilina scelta tra capo e collo per riuscire a coprire anche le spese di gennaio. Sembra molto carina ed il clima ora come ora, in casa sembra disteso. Quando entra una persona nuova a casa, a meno che non sia una ragazza dominante, c'è la curiosità. La curiosità mette d'accordo un po' tutti. E credo che in questo momento una situazione simile ci voleva davvero. Eravamo tutte troppo tese, tutte troppo confuse. Adesso c'è Alessia e siamo tutte curiose.
Ieri è saltato il corso di disegno. Ero stranamente felice. Quando mi sono ricordata -a metà pomeriggio- di doverci andare ho pensato da subito di non averne molta voglia. Vedevo il mio fidanzato per la prima volta dopo qualche giorno e avevo voglia di finire una bella giornata, semplice e senza troppi pensieri, in camera, con telefilm e patatine. Zero pensieri, almeno ieri. E quando mi è stato comunicato che non ci sarei dovuta andare mi sono sentita fortunata. Un po' come ad aver ritrovato il cellulare nel camerino di prova di un negozio dopo averlo lasciato sullo sgabello mentre mi provavo i jeans. Ora che ci penso ieri avrei potuto giocare al superenalotto, magari avrei vinto.
Ad ogni modo mi sono quasi decisa a prendere la tavoletta grafica semi seria della wacom, la bamboo touch & pen, qualora la troverò ad un prezzo abbordabile. Va bene anche usata, io i livelli di pressione devo ancora capire come funzionano. Seconda elucubrazione... Ho cominciato questo fumetto di quattro pagine e ho sperimentato due tecniche semi-nuove. Il risultato per ora mi piace e penso sia assolutamente impareggiabile l'effetto che fa il caffé sulla carta. Terza elucubrazione: il mio primo fumetto, di cui ancor oggi sento vergogna, si intitolava "I problemi di Karin". Non so bene che fine abbia fatto e se in un momento di assoluta lucidità ho ben pensato di bruciarlo per non far trovare più alcuna traccia di esso, ma per quanto potesse essere graficamente brutto e a livello di sceneggiatura fosse pessimo (avevo undici anni), all'epoca ho avuto un'intuizione. Il fumetto è fatto per comunicare ed esprimersi. Il fatto che io nella storia avessi fatto patire le pene dell'inferno a questa benedetta Karin, era un modo per a) gettare su carta le mie frustrazioni b) comunicare con un ipotetico lettore, sbattergli in faccia una situazione, quasi aspettando una reazione, una risposta. Reazione che non ci poteva essere perché innanzitutto spero di non averlo fatto leggere, ed in secondo luogo perché il lettore è il fruitore passivo. Io ti dico la mia, se vuoi bene, sennò chiudi il fumetto ed io continuo a pensarla in quel modo. Unidirezionale. Tranne se il lettore intraprende la stessa strada, cerca di entrare nel personaggio. Per fare questo bisogna creare personaggi reali, Prêt-à-porter. Karin di problemi ne aveva troppi. Sono personaggi paradossali. Un po' come quando si incontra una persona sfortunata e ti racconta di avere problemi che nemmeno immagini. Non è solo (per esempio) cieco, ma è anche muto, ha perso il lavoro, due figli in un incidente e qualcos'altro. Non sapremmo come rapportarci ad un individuo del genere perché troppo distante dal nostro quotisiano. Anche dal giorno peggiore del nostro quotidiano. Karin, con 20 sfighe in meno di quelle che le avevo messo sul groppone, forse sarebbe stata più reale, e forse non l'avrei bruciata.
Comunque ora pubblico la mia bellissima bacheca di sughero, ricevuta per natale da parte di mio fratello. Già l'adoro, ci sono anni di vita lissù, attaccati con le puntine.
giovedì 3 gennaio 2013
Anno nuovo, si aspetta qualcosa di nuovo!
Salve a tutti,
è dunque giunto il 2013. Ciò significa, innanzitutto, che il mondo non è finito. E questa, in linea di massima, potrebbe essere considerata una buona notizia. Ovviamente per la conferma di ciò aspetteremo il risultato delle elezioni.... No, scherzo. Io di politica mi disinteresso totalmente. Non perché mi disinteressi dell'Italia in sé o perché ci tenga ad essere ignorante in materia, ma perché mi sembra seriamente che la maggiorparte delle persone ne sappia così poco di politica da non poter dare realmente dei giudizi. Nemmeno quelli convinti, che urlano in piazza dichiarandosi di una o l'altra fazione per farti firmare sul loro foglio che a me ricorda tanto il Death Note. Cosa mai comporterà? Mah, forse meglio non sapere. Ci rifilano le loro storie. TV, giornali, storie a metà. Noi sappiamo bene cosa ci promettono, ma non sappiamo chi potrà davvero mantenere le promesse. E allora si scopre che i tre quarti dell'Italia vota "il meno peggio". Berlusconi ha già fatto dei casini bla bla, è andato con le minorenni (che poi, chi se ne frega del gossip, se fosse un bravo politico....), Casini parla di valori che è il primo ad aver mandato al diavolo, Monti sembrava una brava persona che almeno cercava di mettere in Parlamento gente laureata (sì, ho seri dubbi che gli altri lo siano), ma poi ha aumentato le tasse e in periodo di rielezione dichiara pure che le tasse le abbasserà e sa benissimo come farci uscire dalla crisi (che se lo sai benissimo ma per un anno non hai fatto una cippa, ragazzo mio, ti meriti la galera a vita)... Banderuola. Ma poi questo è quello che si dice, magari è tutt'altro ma i media ci dicono quel che voglion loro.
Tornando a noi... Il 2012 ha lasciato il sapore amaro in bocca a tutti, mi sembra di capire. A me spiace in particolar modo perché è stato l'anno della laurea. La più grande soddisfazione della mia vita. Eppure non riesco ad avere un giudizio complessivamente buono di quest'anno. Troppi problemi tra ospedali vari tra me e parentado, troppi litigi con persone che pensavo essere migliori. E' stato un po' l'anno delle delusioni, l'anno in cui ho ribaltato molti dei miei credo.Oggi sono piena di ottimismo da rivolgere a questo 2013, quindi mi dico che la cosa non è necessariamente negativa. Poteva succedere in un altro modo, tutto, e fare più male. Consapevolezza. Forse è questo il dono più grande che mi ha dato il 2012.
Copio-incollo lo stato di facebook che ho scritto il 21.12.2012, giorno della tanto attesa fine del mondo:
Non credo nella fine del mondo, ma vorrei facesse riflettere le persone quest'idea anziché insultare i maya che è stata una popolazione straordinaria. se fosse davvero l'ultimo dei giorni cosa fareste? io vorrei stare con la mia famiglia, abbracciarla e dir loro di quanto per me sia perfetta anche coi suoi difetti.. ringrazierei mio fratello che mi ha fatta diventare ciò che sono (nel bene e nel male)e mi ha sostenuta sin da quando eravamo piccoli.vorrei passare un po' di tempo coi miei amici e dir loro che mi fanno sentire fortunata, in particolare la mia habibi che nonostante gli anni e la fine delle scuole "noi siamo ancora qua". Ma anche i nuovi amici di modena, i pochissimi che posso considerare tali dell'accademia, gli amici in giro per l'italia o all'estero. Vorrei bermi una tisana in cucina con la mia coinquilina e dirle che mi ha fatto avere fiducia nelle persone, perché amicizie belle così di solito ai costruiscono dopo 10 anni invece lei mi ha fatto apprezzare la vita fuori casa e le cene lunghissime a parlare fin quando è tardi e bisogna correre a dormire. vorrei dire al mio maritino che lui è la mia persona su sette miliardi e solo averlo conosciuto mi fa pensare da quattro anni di essere una privilegiata. grazie a tutti. e se come penso il mondo non finirà... prendetevi questo post come un regalo di natale da chi è incapace persino di dare abbracci. e neve sia!
Già, pensieri buoni. Vorrei cercare di farne di più. Questo è un buon proposito che un po' mi vergogno di avere. Gli anni fuori casa mi hanno resa più aspra, me ne rendo conto. Cinismo, diffidenza. Sono cose che forse già mi appartenevano ma in dosi controllate. Ora non è così. Ora penso solo che le persone che oggi abbraccio domani potrebbero voltarmi le spalle. Non dovrebbe funzionare in questo modo, quindi mi auguro di trovare conferme dentro di me per le poche persone rimaste. E a quelle che non ci saranno più vorrei augurare ogni bene. Senza rancori o ipocrisia. E' la vita, e come essa i rapporti possono nascere e morire, ma ci sono stati. Hanno lasciato la traccia e varrebbe la pena ricordare ogni cosa con un sorriso. Niente amarezza.
A parte tutto questa saggezza (?), ci tenevo a festeggiare nel migliore dei modi l'inizio di un anno pieno di aspettative. E se il capodanno è stato piacevole tra cena a casa del mio uomo con tutta l'allegra famigliola e amici di famiglia per poi andare in un locale con musica J-Rock (e gamgam style, la canzone più brutta del momento), il primo giorno dell'anno è stato da mozzare il fiato. In molti sensi visto che io ed Andrea siamo andati alla Basilica di San Luca, quella chiesa stupenda che si vede spuntare dai colli mentre ci si dirige nel bolognese.. Una scarpinata lunghissima tra scale, salite e portici per arrivare ad una chiesa meravigliosa e potersi godere il panorama di Bologna dall'alto con le luci del tramonto. Andrea nonostante la fatica ha dichiarato che appena arrivato in cima si sentito davvero bene. Io non avrei potuto dirlo meglio.
Ho pensato che non ci sarebbe potuto essere un modo migliore di cominciare il nuovo anno, con tutti i sogni da liberarecome lanterne volanti. Su, in alto, luminosi. Splendete e non fatevi catturare.
è dunque giunto il 2013. Ciò significa, innanzitutto, che il mondo non è finito. E questa, in linea di massima, potrebbe essere considerata una buona notizia. Ovviamente per la conferma di ciò aspetteremo il risultato delle elezioni.... No, scherzo. Io di politica mi disinteresso totalmente. Non perché mi disinteressi dell'Italia in sé o perché ci tenga ad essere ignorante in materia, ma perché mi sembra seriamente che la maggiorparte delle persone ne sappia così poco di politica da non poter dare realmente dei giudizi. Nemmeno quelli convinti, che urlano in piazza dichiarandosi di una o l'altra fazione per farti firmare sul loro foglio che a me ricorda tanto il Death Note. Cosa mai comporterà? Mah, forse meglio non sapere. Ci rifilano le loro storie. TV, giornali, storie a metà. Noi sappiamo bene cosa ci promettono, ma non sappiamo chi potrà davvero mantenere le promesse. E allora si scopre che i tre quarti dell'Italia vota "il meno peggio". Berlusconi ha già fatto dei casini bla bla, è andato con le minorenni (che poi, chi se ne frega del gossip, se fosse un bravo politico....), Casini parla di valori che è il primo ad aver mandato al diavolo, Monti sembrava una brava persona che almeno cercava di mettere in Parlamento gente laureata (sì, ho seri dubbi che gli altri lo siano), ma poi ha aumentato le tasse e in periodo di rielezione dichiara pure che le tasse le abbasserà e sa benissimo come farci uscire dalla crisi (che se lo sai benissimo ma per un anno non hai fatto una cippa, ragazzo mio, ti meriti la galera a vita)... Banderuola. Ma poi questo è quello che si dice, magari è tutt'altro ma i media ci dicono quel che voglion loro.
Tornando a noi... Il 2012 ha lasciato il sapore amaro in bocca a tutti, mi sembra di capire. A me spiace in particolar modo perché è stato l'anno della laurea. La più grande soddisfazione della mia vita. Eppure non riesco ad avere un giudizio complessivamente buono di quest'anno. Troppi problemi tra ospedali vari tra me e parentado, troppi litigi con persone che pensavo essere migliori. E' stato un po' l'anno delle delusioni, l'anno in cui ho ribaltato molti dei miei credo.Oggi sono piena di ottimismo da rivolgere a questo 2013, quindi mi dico che la cosa non è necessariamente negativa. Poteva succedere in un altro modo, tutto, e fare più male. Consapevolezza. Forse è questo il dono più grande che mi ha dato il 2012.
Copio-incollo lo stato di facebook che ho scritto il 21.12.2012, giorno della tanto attesa fine del mondo:
Non credo nella fine del mondo, ma vorrei facesse riflettere le persone quest'idea anziché insultare i maya che è stata una popolazione straordinaria. se fosse davvero l'ultimo dei giorni cosa fareste? io vorrei stare con la mia famiglia, abbracciarla e dir loro di quanto per me sia perfetta anche coi suoi difetti.. ringrazierei mio fratello che mi ha fatta diventare ciò che sono (nel bene e nel male)e mi ha sostenuta sin da quando eravamo piccoli.vorrei passare un po' di tempo coi miei amici e dir loro che mi fanno sentire fortunata, in particolare la mia habibi che nonostante gli anni e la fine delle scuole "noi siamo ancora qua". Ma anche i nuovi amici di modena, i pochissimi che posso considerare tali dell'accademia, gli amici in giro per l'italia o all'estero. Vorrei bermi una tisana in cucina con la mia coinquilina e dirle che mi ha fatto avere fiducia nelle persone, perché amicizie belle così di solito ai costruiscono dopo 10 anni invece lei mi ha fatto apprezzare la vita fuori casa e le cene lunghissime a parlare fin quando è tardi e bisogna correre a dormire. vorrei dire al mio maritino che lui è la mia persona su sette miliardi e solo averlo conosciuto mi fa pensare da quattro anni di essere una privilegiata. grazie a tutti. e se come penso il mondo non finirà... prendetevi questo post come un regalo di natale da chi è incapace persino di dare abbracci. e neve sia!
Già, pensieri buoni. Vorrei cercare di farne di più. Questo è un buon proposito che un po' mi vergogno di avere. Gli anni fuori casa mi hanno resa più aspra, me ne rendo conto. Cinismo, diffidenza. Sono cose che forse già mi appartenevano ma in dosi controllate. Ora non è così. Ora penso solo che le persone che oggi abbraccio domani potrebbero voltarmi le spalle. Non dovrebbe funzionare in questo modo, quindi mi auguro di trovare conferme dentro di me per le poche persone rimaste. E a quelle che non ci saranno più vorrei augurare ogni bene. Senza rancori o ipocrisia. E' la vita, e come essa i rapporti possono nascere e morire, ma ci sono stati. Hanno lasciato la traccia e varrebbe la pena ricordare ogni cosa con un sorriso. Niente amarezza.
A parte tutto questa saggezza (?), ci tenevo a festeggiare nel migliore dei modi l'inizio di un anno pieno di aspettative. E se il capodanno è stato piacevole tra cena a casa del mio uomo con tutta l'allegra famigliola e amici di famiglia per poi andare in un locale con musica J-Rock (e gamgam style, la canzone più brutta del momento), il primo giorno dell'anno è stato da mozzare il fiato. In molti sensi visto che io ed Andrea siamo andati alla Basilica di San Luca, quella chiesa stupenda che si vede spuntare dai colli mentre ci si dirige nel bolognese.. Una scarpinata lunghissima tra scale, salite e portici per arrivare ad una chiesa meravigliosa e potersi godere il panorama di Bologna dall'alto con le luci del tramonto. Andrea nonostante la fatica ha dichiarato che appena arrivato in cima si sentito davvero bene. Io non avrei potuto dirlo meglio.
Ho pensato che non ci sarebbe potuto essere un modo migliore di cominciare il nuovo anno, con tutti i sogni da liberarecome lanterne volanti. Su, in alto, luminosi. Splendete e non fatevi catturare.
lunedì 31 dicembre 2012
A volte è una scusa
So che spesso si usa questa scusa, ma per chi seguisse questo blog, vorrei sapesse che il giorno dopo Natale (aka S.Stefano) avevo scritto un post lunghissimo pieno di roba inutile per augurare buon Natale etc etc.che poi è stato miseramente cancellato non so bene perché dal mio bizzarro pc.
Siccome non mi è andata giù a cosa poiché tutto sommato ci avevo messo dell'impegno (e non avevo voglia di scriverne un altro poiché a Natale l'unico ruolo che ognuno di noi ha al mondo è quello di strafogarsi di cibo) ho lasciato perdere, rimandando l'aggiornamento a momenti migliori. Dunque con questo post colgo l'occasione per augurarvi un felice anno nuovo regalandovi qualche vignetta scema giusto per non farvi pensare che io non abbia fatto nulla. Meglio QUASI nulla che nulla nulla. Mi fa sentire meno in colpa. Ma in ogni caso, come ogni individuo dotato di famiglia dalle sane tradizioni, ho mangiato come un maiale. Quello si, l'ho fatto. Comunque, con le seguenti vignette mi aspetto come minimo degli accidenti, nonostante io abbia di fronte un anno intero e la cosa potrebbe essere davvero pesante qualora voi voleste mandarmi le makumbe per tutto il 2013... Abbiate pietà.
Non ne ho modificata nemmeno una a Photoshop per rendervi le cose facili inserendo un testo pulito e di dimensioni accettabili. Non vi ho consentito di leggere agevolmente i balloon e le didascalie, però, altra scusa ma pure questa vera, tra pochissimo parto da casa per andare a lavorare ma ci tenevo a regalare qualche mio pensiero malato prima della fine di un 2012 decisamente bruttino. Come se non bastasse tornerò da quello schifo di posto (il negozio) giusto in tempo per brindare e augurarmi un anno migliore, ma con tutta probabilità non sarò così di buon umore da voler ridere sulla demenza che mi ha portata a disegnare di getto queste vignette.. Quindi beccatevi tutto ciò ora, e spero gradiate e ne sorridiate almeno un po'!
See u.
Per quanto riguarda l'ultimo sketch, di buoni propositi ce ne sono tanti altri.
Tipo uccidere il vicino che anche oggi ha rotto le palle urlando in cortile per salutare il suo branco di vecchi rincretiniti, scrivere una tesi che faccia smettere di piangere per Rita levi Montalcini per quanto io riesca a risultare illuminante ed intelligente (beh, fino marzo 2014 mi auguro si sarà smesso eccome di piangere), vivere da eremita su monti sperduti laddove nemmeno i testimoni di geova si azzarderebbero ad arrivare, e magari imparare a stirare come dovrebbe saper fare qualunque bipede implume dotata di anima (cit. ex prof di diritto, scuole superiori) quale in teoria sarei io.
Siccome non mi è andata giù a cosa poiché tutto sommato ci avevo messo dell'impegno (e non avevo voglia di scriverne un altro poiché a Natale l'unico ruolo che ognuno di noi ha al mondo è quello di strafogarsi di cibo) ho lasciato perdere, rimandando l'aggiornamento a momenti migliori. Dunque con questo post colgo l'occasione per augurarvi un felice anno nuovo regalandovi qualche vignetta scema giusto per non farvi pensare che io non abbia fatto nulla. Meglio QUASI nulla che nulla nulla. Mi fa sentire meno in colpa. Ma in ogni caso, come ogni individuo dotato di famiglia dalle sane tradizioni, ho mangiato come un maiale. Quello si, l'ho fatto. Comunque, con le seguenti vignette mi aspetto come minimo degli accidenti, nonostante io abbia di fronte un anno intero e la cosa potrebbe essere davvero pesante qualora voi voleste mandarmi le makumbe per tutto il 2013... Abbiate pietà.
Non ne ho modificata nemmeno una a Photoshop per rendervi le cose facili inserendo un testo pulito e di dimensioni accettabili. Non vi ho consentito di leggere agevolmente i balloon e le didascalie, però, altra scusa ma pure questa vera, tra pochissimo parto da casa per andare a lavorare ma ci tenevo a regalare qualche mio pensiero malato prima della fine di un 2012 decisamente bruttino. Come se non bastasse tornerò da quello schifo di posto (il negozio) giusto in tempo per brindare e augurarmi un anno migliore, ma con tutta probabilità non sarò così di buon umore da voler ridere sulla demenza che mi ha portata a disegnare di getto queste vignette.. Quindi beccatevi tutto ciò ora, e spero gradiate e ne sorridiate almeno un po'!
See u.
Per quanto riguarda l'ultimo sketch, di buoni propositi ce ne sono tanti altri.
Tipo uccidere il vicino che anche oggi ha rotto le palle urlando in cortile per salutare il suo branco di vecchi rincretiniti, scrivere una tesi che faccia smettere di piangere per Rita levi Montalcini per quanto io riesca a risultare illuminante ed intelligente (beh, fino marzo 2014 mi auguro si sarà smesso eccome di piangere), vivere da eremita su monti sperduti laddove nemmeno i testimoni di geova si azzarderebbero ad arrivare, e magari imparare a stirare come dovrebbe saper fare qualunque bipede implume dotata di anima (cit. ex prof di diritto, scuole superiori) quale in teoria sarei io.
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