giovedì 27 febbraio 2014

Eli's List: Parte seconda

13 - Correggere i problemi del mio sito web
14 - Mettere mano ad un nuovo progetto di sito web
15 - Fare correzioni sul fumetto di tesi, provare a tradurlo in francese (o qualcosa di simile) e mandarlo ad una casa editrice (Ancora case editrici!)
16 - Aggiungere su FB un prof, che pur essendo un mio prof come altri che ho sul Social network, non l'ho mai aggiunto perché era gerarchicamente troppo rilevante e non volevo facesse effetto conflitto d'interessi
17 - Prendere in mano un libro di prospettiva e esercitarmici. O in alternativa spulciare su pinterest, che ho visto esistono dei santoni che postano references a dir poco splendide
18 - Guardare alcuni film. Perché per il fumetto serve e perché quando si parla di film io sono quasi totalmente ignorante e mi da fastidio
19 - Finire di leggere "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" e cominciare/finire "Nessuno sa di noi". (già qualcosa)
20 - Cambiare la playlist del mio lettore mp3. O almeno aggiungerci della roba perché persino la riproduzione casuale ormai la so a memoria (Alla faccia del "casuale")
21 - Riprovarci con Twitter
22 - Inviare CV per lavorare nella grafica editoriale. Anche usando la carta del tirocinio extracurricolare (in altre parole "sfruttamento garantito dall'accademia")
23 - Rivedermi i tutorial di acqurello/olio e provare in diretta, così magari serve persino a qualcosa
24 - Vedere almeno una mostra. Quale è da decidere. (Frida. Roma. C'era in ballo anche quella sul Liberty ma è andata cosi)
25 - Informarmi per un workshop di colorazione o di fumetto con qualcuno che ci sa. (ASPETTO NEWS!)



Detto questo vi lascio con la foto della mia tesi fresca fresca di stampa :)
Uno studio di personaggi,  e il flyer della mostra che farò a Trieste. Ah si, già che c'ero ho aggiunto anche i disegnetti stupidi di rivisitazioni fiabe Disney.. Ultimamente vedo che c'è la moda di fare delle fanart.. Potevo mancare io col mio tocco di demenzialità spinta?

Direi di no

See you







sabato 22 febbraio 2014

Eli's List

Manca poco più di una settimana alla laurea. Dire che sono esaurita è poco.
Ieri il nervosismo ha raggiunto l'apice vedendo quanto la gente che dovrebbe lavorare non ne ha voglia o non lo sa fare. Sono andata a chiedere informazioni in copisteria giovedi per sentirmi dire "ti richiamo entro oggi" e non venir più contattata. Solo dopo, tornandoci, mi è stato detto che la carta da 120gr non ce l'avevano e nel caso avrei dovuto comprarla io. Allora sono corsa a piedi in un negozio abbastanza lontano (previa telefonata) alle 17.30 pregando di arrivarci in tempo e arrivare in tempo in copisteria a portar la carta. Ho fatto un paio di stampe di prova e uscivano scure, oggi, tornandoci per fare un'ulteriore prova, la signora mi ha detto che non voleva stampare perché aveva da fare bla. Mettiamoci poi l'assoluta mancanza d'interesse di un mio relatore che lancia il sasso e nasconde la mano non facendosi più sentire e lasciandomi imparanoiata sul cosa c'è che non va nella mia tesi... La mostra a Trieste che salta per quanto è impossibile comunicare con i gestori; un mal di pancia assassino dovuto al mio non mangiare/mangiare poco-e-male per una settimana per poi andare al giapponese di venerdi sera, la situazione a casa-Modena che è tornata a fare schifo come tre anni fa e mi fa desiderare di scappare il prima possibile... Insomma, non va.
Oggi ho però, dopo essermi arrabbiata di nuovo in copisteria ed essermi vista veramente male in una porta a specchio, ho deciso di cercare di cambiare le cose. Sono andata all'Acqua e Sapone e ho comprato un profumo da dieci euro, qualcosa di nuovo, che ancora non riesco a sentirmi del tutto addosso. L'ho preso perché siccome per Natale ho ricevuto lo J'Adore dai miei rischiavo di metterlo sempre e finirlo in fretta, quindi questo è un "profumo da battaglia". La confezione è verde acqua e la boccetta ha un nastrino di raso color turchese attorno. Bluemarine la marca, quella per cui ero andata in fissa vedendo forse un abito da sposa, molti anni fa. Ho provato dieci profumi diversi, e poi dei lucidalabbra perché sono due anni che dico che ne voglio uno color ciliegia ma non l'ho mai cercato davvero (Kiko non conta come ricerca perché ce l'ho sotto casa) e oggi l'ho trovato. Sono tornata a casa e ho fatto una doccia per il gusto di farlo, non perché ne avessi davvero bisogno. Il tutto dopo aver dormito 9 ore, come non facevo da un bel po' di tempo.
Ho sognato. E' stato bello, anche se il sogno era davvero assurdo.
Ho pensato nel mio solito modo fin troppo razionale: per non deprimersi basta pensare alle cose che farebbero felici. E poi, entro le possibilità, farle.
Quindi ho pensato a ciò che farò finito questo periodo nero. Per ora non ci sono molte cose, ma di certo nel corso dei prossimi giorni aumenteranno e magari le scriverò anche.
Di seguito la mia lista (perdonate il titolo infelice del post, ma lo humor macabro in tempo di tesi è concesso):

1- Vedere Eleonora
2 - Un viaggio a Firenze, anche in giornata. Oppure, perché no, passare anche da Perugia. In alternativa ho pensato a San Marino, Urbino, San Benedetto del Tronto (c'è nato il mio altro relatore e ne parlava sempre nei suoi racconti.. Sono curiosa!)
3 - Vedere tutti i film supereroistici.
4 -  Prendermi cura di me. Taglio, colore ai capelli; terme; camminare per riscoprire le gambe che non sono solo un prolungamento inutile del bacino; mangiare meglio; bere di più.
5 - Formulare un piano B per settembre. Quindi vedere se ci sono corsi di colorazione digitale o simili perché mi irrita terribilmente non saper fare le cose come vorrei.
6 - Disegnare la storia per bambini che ho in mente da quest'estate
7 - Scrivere una storia che ho in mente da ben più tempo
8 - Chiamare/vedere tutte le persone che ho trascurato senza volerlo nel periodo da Grenoble in poi (quasi)

9 - Progettare un viaggio che farò prima o poi nel sud della Francia
10 - Decidere quale concerto vedere quest'anno
11 - Studiare per la patente e non solo INIZIATO!
12 - Fare qualcosa di bello per il mio compleanno affinché diventi un compleanno da ricordare. Almeno quest'anno.  -- FALLITO --

Ok, per ora penso sia tutto. Mi immergo nuovamente nel mio mondo fatto di tesi e tesi, cominciando, però, a vedere la luce in fondo a tutto questo.

Lascio un po' di disegni. Alcune vignette del fumetto e due schizzi fatti a caso per stemperare la tensione.

See you





mercoledì 19 febbraio 2014

venerdì 14 febbraio 2014

My Funny Valentine

(Dedico il titolo alla canzone del grande amore tra Adele e Richard, in Grey's Anatomy, per la serie "titoli quasi a caso")

Manca pochissimo alla cerimonia di laurea. Ancora una pagina da colorare e poi la revisione e l'impaginazione. Rifare pagine che non mi piacciono, correggerne altre che non mi convincono. Eppure tiro il fiato, sento un po' già la fatica che comincia la sua discesa. Riflettendoci oggi mi sono resa conto che sto disegnando questo fumetto da 9 mesi tra una cosa e l'altra, eppure mi sembra ieri. Come la Francia del resto, ed invece è quasi trascorso un anno. Ma parliamo d'altro...
Buon San Valentino a tutti! Chi mi segue da un po' sa che è una festa che non aborro, differentemente da molti miei contatti. La festa dell'amore. Mi sembra stupendo solo a dirlo. Celebrare un sentimento buono mi sembra dovuto, bisognerebbe ricordare più spesso l'amore c'è e bisogna esserne felici, ma forse la frenesia di tutti i giorni non lascia spazio ad un pensiero quotidiano rivolto all'amore, e allora c'è san Valentino, e allora dedicatelo un giorno a pensare a quanto senza l'amore si è vuoti. E per amore intendo amore per se stessi, amore per le "proprie persone", come le chiamo io, per le proprie passioni. C'è chi dice che siamo fatti per il 60% d'acqua, per me siamo fatti per l'80% d'amore. Solo che sta lì da sempre e allora non ci si pensa.
L'altro giorno ho visto su Facebook un link che dava ad un video postato sul sito di Repubblica. Era una pubblicità che già che c'era cercava di essere una protesta contro l'omofobia. Ora, per me il video non era un bel video. In sostanza c'era questa ragazza stupenda per la quale tutti gli uomini facevano gli acrobati al fine d'ottenere anche un misero sguardo, ma niente. La ragazza alla fine di queste pagliacciate si avvicina ad un'altra figa da paura e si baciano. Il video durava troppo, con questi tempi lunghissimi in cui si vedevano le performance degli atleti... Oltre il fatto che le due erano irrealisticamente belle. Ma tralasciamo, ci sta che si faccia una pubblicità pro-gay, sebbene per come la vedo dovrebbe essere una realtà consacrata e non qualcosa ancora da "promuovere". Tuttavia mi ha stupito vedere i commenti di un tale sotto il suddetto post. Insulti, discorsi di una chiusura mentale che rimandava a cinquant'anni fa. "I gay sono malati, si possono curare". Non sto scherzando. Ho sgranato gli occhi perché, sarò ingenua io, ma non pensavo potesse esserci ancora chi la pensa in un modo cosi stupido e ignorante a riguardo. Mi dispiaccio per lui, mi dispiaccio per i suoi genitori che non gli hanno insegnato il valore dei sentimenti, ma soprattutto quello del rispetto nei confronti del prossimo. La cosa che più mi spaventa è che di animali come quello in giro ce ne potrebbero essere diversi. Speriamo di no, sinceramente.

L'amore è bello sempre ed è ciò che più di ogni altra cosa può salvarci, rendendoci migliori.
Non bisognerebbe dimenticarlo mai.

Disegno per San Valentino


Moi a Bologna (seh, magari)


mercoledì 5 febbraio 2014

Il mese più corto dell'anno

E' arrivato febbraio, che oltre essere in generale il mese più corto dell'anno, lo è anche anche perché è l'ultimo prima della proclamazione, quello dove tutto si fa di corsa ed è un miracolo riuscire a portare in stampa senza rimpiangere l'esorbitante cifra lasciata al ladro di turno che inevitabilmente sbaglierà qualcosa.
La mia permanenza a Trieste si è dilungata di quasi una settimana. Dopo la visita con il chirurgo ortopedico è venuto fuori che le radiografie non erano sufficienti per capire la reale entità del danno al mio ginocchio, così egli ha ben pensato di prescrivermi una risonanza magnetica che stranamente non ho dovuto aspettare per mesi e mesi. In un batter d'occhio mi son messa d'accordo con il medico e segretari vari di operarmi ad aprile, dopo la laurea e il trasloco da Modena a Trieste.
Oggi ho dato ufficialmente la disdetta per la mia stanza a Modena. Sarà che ci penso da mesi e sono preparata, però nonostante sia stato difficile realizzare che tra due mesi io in via Pagani non ci andrò più per nessuna ragione al mondo, non ho avuto sensazioni nostalgiche o simili. Mi rendo conto che con quei luoghi se ne va via una parte importante di me, quegli anni che mi hanno fatto diventare nel bene e nel male la persona che sono oggi, totalmente diversa da quella che è partita dalla propria città con troppi pochi soldi in tasca, sufficienti appena a pagarci la prima rata dell'università, e nessuna conoscenza sulla vita in solitaria. Ho imparato a prendermi cura di me, o a non farlo ma senza morirne. Lavare i piatti, fare il bucato, lavorare e fare le pulizie nelle due ore di pausa pranzo, non stare a casa nel giorno di Pasqua o a capodanno.  Mi sono fatta degli amici con le mie forze, senza la fortuna di qualcuno che per qualche motivo ti si avvicina e diventa amico per la vita. Quel periodo mi ha dato così tanto che mi sembra di aver vissuto due o tre vite in quel frangente, ma poi in realtà è tutto già finito.
Per la prima volta guardo al futuro, non troppo in là ma da qui a sei mesi, e penso che potrà essere meraviglioso se solo saprò giocare bene le mie carte.
E cascasse il mondo, lo farò.



E ora un po' di disegni:
1 - Un'alternativa a melensi biglietti di san Valentino
 2 - My Stupid Sketch su un gruppo di Facebook
 3 - Un my stupid sketch su Moritz :D
 4 - Ancora Moritz
 5 - Provare i pantoni!
 6 - Un'altra cartolina di San Valentino xD
 7- Prova pantoni!
 8 - Sclero pre-tesi

9 - Ancora pantoni...


Goodnight

www.elisafurlani.it

mercoledì 22 gennaio 2014

Di notte, di solito, uno dorme

E rieccomi a scrivere sulle pagine virtuali del mio tanto amato blog.
Sono a Trieste da qualche giorno, ormai ho perso il conto. Ho corretto tutto ciò che c'era da correggere nella mia tesi teorica, aggiunto parti, tagliato altre. Sessanta pagine senza immagini e mi sembra di averne altre sessanta da poter scrivere. In realtà il poco tempo a mia disposizione e il mio scarso entusiasmo all'idea di riprendere in mano uno scritto che ha letto e leggerà solo il mio relatore un po' mi frenano e quindi continuo a rallentatore con le tavole de "Il biplano e la cometa". Ho messo il lettering delle ultime pagine e di colpo ne ho disegnate altre cinque per un totale di 40 tavole. In linea di massima me ne mancano 20, forse un paio di meno, più quelle da correggere. Per assurdo la mia paura maggiore è di non soffrire di quella maledettissima sindrome post partum che ho avuto finito "Lullaby", al triennio. Mi sento stanca, un po' vuota. Ma non stanca adrenalinica per la gran mole di cose da fare. No. Probabilmente il fatto di essere partita subito molto velocemente col fumetto mi ha messo in una posizione di sufficiente vantaggio da non sentire il fiato sul collo. Se volessi potrei semplicemente chiudere il mio fumetto a pagina quaranta che per la tesi sono sufficienti. E quaranta, come detto, già le ho. Ho avuto una sensazione simile dopo aver finito i due tirocini. Mi sono quasi stupita della freddezza con cui ho affrontato la situazione. Sarà la vecchiaia?
Nei giorni successivi al mio ultimo post ho anche letto tutto "Per dieci minuti" della Gamberale. Non eccelso ma un libro carino, scorrevole e con un messaggio di fondo importante, che vorrei ricevessero tutti.. "La felicità è qualcosa di personale, non esiste persona al mondo che puoi delegare affinché la cerchi per te." o qualcosa del genere. Un po' eccessivo il mutamento del protagonista maschile da principe azzurro a principe buzzurro, ma si sa, in qualche modo bisognava che la nostra protagonista si disincagliasse da una relazione che non le dava il giusto spazio.
Che altro dire? Ah si, mi è stata anticipata la visita alle ginocchia e ho avuto la fortuna che chiamassero finché sono a Trieste e me la fissassero il 24. Per un pelo, sennò sarei ripartita un giorno prima.
Quindi ora c'è da sperare in buone nuove, da continuare la tesi, aggiustare quell'altra tesi, ricordarsi di fare/dire cose che dimentico perché sono troppo presa e già che ci sono magari leggere  i Death Note che ho acquistato ma per i quali non ho mai sufficiente energia!
Fatemi gli auguri,
nel frattempo vi lascio con le ultime due tavole colorate (mentre pensavo che nella vita prima o poi un corso serio di colorazione digitale lo dovrò fare). Chissà che la prossima volta non riesca a mettere qualcosa di più, di diverso dal fumetto che mi sta inghiottendo l'esistenza :)
See you


My stupid sketch.. La vita di tutti i giorni con un chihuahua

giovedì 16 gennaio 2014

Viaggi e polemiche

Sono sul treno diretto a Trieste. Lascio alle mie spalle la nebbia della pianura padana, il cielo bianco, il freddo pungente e le risate di una settimana trascorsa tra tesi e ritagli di tempo con le belle amicizie.
Non ho scritto in questa settimana perché ho avuto molto da fare. Ho incontrato i miei relatori che a modo loro hanno detto la stessa cosa "Sei a buon punto ma c'è ancora parecchio da fare", e allora adesso mi sto concentrando sulla tesi teorica che ha una scadenza più prossima e nel frattempo rifletto su come dare di più per "Il biplano e la cometa".
In questi giorni bolognesi ho fatto ammenda, mi sono resa conto di essere una di quelle studentesse "invisibili". Ci sono studenti che anche dopo dieci anni i professori se li ricordano per un motivo o per l'altro, che non ha sempre a che fare con la loro bravura o costanza. Io no. Ho visto negli occhi vitrei del mio docente di fumetto l'indifferenza più totale. "Ti dico un po' di quel che vuoi che ti dica, un po' cosa devi fare e ora vattene pure che ho da fare". Mi rendo conto che in parte è stata colpa mia. Mi sono sempre limitata ad essere una studentessa decente, a non disturbare durante le lezioni, ascoltare i professori come se dalle loro labbra piovessero preziosi, e a guardare. Non ho mai cercato di essere qualcosa in più per il semplice fatto che quelli con qualcosa in più erano sin troppi in quella cerchia ristretta. Tutti pronti a farsi avanti, a discutere, a sentirsi nell'occhio del ciclone almeno per una volta. Per il mio relatore di tesi teorica non è così, forse con lui ho stabilito un contatto o semplicemente ha apprezzato la mia fedeltà alla letteratura, allo scrivere, senza polemiche su quanto c'entrasse con il corso di studi quella materia. Chi se ne frega, potevo scrivere, ero felice.
A parte questo, ho ricevuto in regalo dal mio uomo il lettore e-book. So che non è certo il momento di leggere romanzi, ma da quando ce l'ho (una settimana, appunto) ne ho già letti due. Brevi, certo, ma la mia sete di lettura era tanta e così oggi ho cominciato il terzo. Detta in breve, "Le cose che non ho" era un libro un po' banale che mette continuamente sullo stesso piano soldi e amore. La protagonista, ovviamente, sceglie sempre l'amore, suo marito, il tipico uomo egoista, sceglie i soldi e se ne pente. Ovviamente, come in molti dei libri francesi che ho letto, ci scappa il morto e il libro finisce comunque con un happy end un po' tirato per i capelli ed agrodolce. Nel complesso non mi è dispiaciuto perché si faceva leggere in modo veloce e disimpegnato (esattamente ciò di cui si ha bisogno in periodo di tesi) però mentirei se dicessi che è uno di quei libri che finisce per restare nel cuore.
Succesivamente ho letto "Gli sdraiati", libro dalle buone recensioni, breve, con illustrazione piuttosto buttata su di Gipi. Un libro su quanto schifo facciano tutti gli adolescenti del mondo che si svegliano alle 15 e si vestono come barboni ma griffati abbastanza da far spendere un mucchio di soldi al vecchio, che poveretto accompagna il pargolo alla crociata dello shopping col solo scopo di pagare. Il padre, in questo caso, è un rompipalle. Uno di quei vecchi che vive di ricordi e "si stava meglio quando si stava peggio" e prova disperatamente di dialogare con suo figlio pur mettendo le mani avanti sostenendo di aver ragione. Nemmeno questo mi rimarrà particolarmente impresso, è stato così banale da far sembrare originale "Le cose che non ho". In ogni caso c'è da dire che l'autore sa fare un uso spettacolare della lingua italiana, di cui mi sono deliziata nel corso della lettura.
Ora sto leggendo "Dieci minuti" della Gamberale. So che non avrei dovuto cominciarne un altro, ma non dovrei nemmeno scrivere così tanto sul blog, giusto?
In questa intensa settimana ho visto anche Frozen. Per un mese mi son detta che non ci sarei andata e la mia convinzione veniva ogni giorno supportata da chi lo andava a vedere e mi diceva che "finalmente è tornato un Disney classico, con le canzoni!". Io ho sempre odiato le canzoni. Amavo vedere i cartoni Disney in VHS piuttosto che al cinema perché potevo saltare le canzoni. Eppure parlando con un'amica di Bologna del fatto che entrambe non l'avevamo visto abbiamo pensato di andarci assieme, ed è stata una piacevole sorpresa. Le canzoni, innanzitutto, sono molto più frequenti nel primo tempo che nel secondo. Trovo sia una mossa vincente per non stemperare troppo la tensione in crescita nei momenti clou del film. In secondo luogo finalmente c'è stato un cattivo "realistico"; infatti il tizio di cui non mi ricordo il nome che voleva sposare la principessa Anna è riuscito ad ingannare fino alla fine il suo pubblico sul fatto di avere le migliori intenzioni e questo perché appena si avanzavano dubbi nei suoi confronti (supportati unicamente dal fatto che Anna nel mentre aveva incontrato il biondone, tanto scemo quanto simpatico) lui faceva qualcosa di meraviglioso che sembrava gridare il proprio amore nei confronti della principessa al mondo intero. E invece no, è un viscido, subdolo bugiardo. Assolutamente fantastico.
Terza cosa, la principessa/regina Ghiacciolina è tutt'altro che simpatica, e già che ci siamo resta pure zitella che fa sperare non ci sia un sequel dietro l'angolo a rovinare tutto. Simpatia a palate per i coprotagonisti (sono una grande fan della renna), durata del film d'animazione più che abbordabile e animazioni a metà tra un lungometraggio pixar e il più classico Cenerentola, con un risultato forse troppo simile alle Winx.
Non è mancato qualche momento un po' trash che ha fatto sbalordire le ragazzine in sala e sganasciare dalle risate me, che sono ormai vecchia e acida, come il cambiamento di mise della regina che da sembrare una di quelle che fanno rivisitazioni storiche passa alla bella copia di Claudia Schiffer (ma i suoi poteri non le consentivano solo di ghiacciare e di avere una grandissima fantasia in ambito architettonico?)... Ma lo ammetto, ci voleva, ho riso di gusto.
Insomma, due ore veramente godute al massimo e l'idea che prima o poi sarò contenta di rivederlo e magari anche senza saltare le canzoni.
Chiudo il post con un tema piuttosto ricorrente sul web oggi... La Repubblica ha tirato fuori dei video che vogliono far polemica sul mancato pagamento dei lavori artistici.
Ora, partiamo dal fatto che i video non sono fatti bene, perché per quanto sia deducibile il messaggio non è immediato. Troppo lungo lo scambio tra cliente e professionista ed un artista non si vede nemmeno per caso nel video. Forse avrei optato per un'inquadratura simile alla doppia intervista delle Iene. In secondo luogo, il romanaccio. Io non guardo i film italiani perché odio sentire gli accenti, figuriamoci dover ascoltare un corto che dovrebbe essere di protesta girato con protagonisti dalla cadenza così forte.
In terzo luogo: le parolacce. Io ne dico e parecchie anche. Ma come sostengo dal primo "V day", sostenere un'idea con l'aggressività e la volgarità, a mio avviso, già fa partire svantaggiati. Certo, si attira l'attenzione, ma lo si fa con l maleducazione. Per fare un esempio simile a "Coglione no", è come se cagassi davanti la porta di casa del proprietario del mio immobile per dirgli che l'aumento sull'affitto non lo pago. Farà anche ridere, ma è una cosa degna di un troglodita.
Dunque, io dovrei sostenere con tutte le mie forze i lavori artistici, perché qualora avrò la fortuna di averne uno sul generis, ovviamente pretenderò di essere pagata. Tuttavia trovo che ci si dimentichi che esistono dei contratti appositi, e che il proprio lavoro va prima discusso insieme al trattamento economico che ne consegue. Successivamente ho letto una lettera aperta di non so chi che ha pubblicato sul proprio blog (libero di farlo) dove insultava coloro che si vogliono far pagare per il proprio lavoro poiché una laurea allo IED non è una laurea etc... Ora, è vero che una laurea non dice cosa uno sa fare ma solo cosa uno ha studiato e questo vale per lo IED come per medicina, ma è anche vero che esistono criteri affidabili per sapere da subito cosa uno sa fare e dunque cosa può offrire ad un'azienda: il portfolio per esempio.
Non essere pagati nonostante si è dato prova della propria professionalità è un reato. Noi non chiediamo al meccanico se abbia studiato per essere meccanico, con quanto sia passato all'esame di maturità e quante macchine ha riparato da quando ha smesso di studiare. Chi se ne frega, basta che ripari bene la nostra macchina, no? Ok. Il problema dei lavori artistici è che esiste una sproporzione enorme. I fumettisti vengono pagati una miseria mentre alcuni grafici per fare un logo su cui hanno speso dieci minuti della propria vita pretendono migliaia d'euro. Molti "artisti" pretendono di vivere del proprio lavoro artistico e pretendono di venir stra-pagati solo perché sanno usare i colori. Beh, ce ne sono veramente molti che lo sanno fare, quindi sarebbe opportuno volar basso e pretendere un compenso che sia proporzionato.
 Non so cosa facesse il truffaldino che ha scritto quel blog, se ha una laurea assurda tipo scienze della comunicazione o qualcosa che sembra serio ma rende sempre dei disoccupati come giurisprudenza, fatto sta che dubito sappia veramente cosa significhi fare il muratore perché di solito sono gli impiegati delle poste a consigliare di fare questo genere di lavori a coloro che ambiscono a qualcosa in più. Se invece sa cosa significhi ed è a tutti gli effetti un muratore... Sta rosicando, come direbbero gli amici di "coglione no". Ma magari sarebbe il caso che s'informasse su cosa la gente studia nella speranza di poter vivere di arte, in qualunque forma, e quanti di questi fanno lavori di ogni genere e occupano il proprio tempo libero inseguendo il sogno. E' semplicemente un diritto, come venir pagati, come scrivere un blog, fare un video in romanaccio e non sapere di cosa si parla. Ma magari in quest'ultimo caso sarebbe opportuno rendersi conto che altro non è che pura ignoranza.

Per oggi solo un my stupid sketch, perdonatemi, nel periodo caldo della tesi è già tanto che mi escano ste baggianate :D