mercoledì 5 febbraio 2014

Il mese più corto dell'anno

E' arrivato febbraio, che oltre essere in generale il mese più corto dell'anno, lo è anche anche perché è l'ultimo prima della proclamazione, quello dove tutto si fa di corsa ed è un miracolo riuscire a portare in stampa senza rimpiangere l'esorbitante cifra lasciata al ladro di turno che inevitabilmente sbaglierà qualcosa.
La mia permanenza a Trieste si è dilungata di quasi una settimana. Dopo la visita con il chirurgo ortopedico è venuto fuori che le radiografie non erano sufficienti per capire la reale entità del danno al mio ginocchio, così egli ha ben pensato di prescrivermi una risonanza magnetica che stranamente non ho dovuto aspettare per mesi e mesi. In un batter d'occhio mi son messa d'accordo con il medico e segretari vari di operarmi ad aprile, dopo la laurea e il trasloco da Modena a Trieste.
Oggi ho dato ufficialmente la disdetta per la mia stanza a Modena. Sarà che ci penso da mesi e sono preparata, però nonostante sia stato difficile realizzare che tra due mesi io in via Pagani non ci andrò più per nessuna ragione al mondo, non ho avuto sensazioni nostalgiche o simili. Mi rendo conto che con quei luoghi se ne va via una parte importante di me, quegli anni che mi hanno fatto diventare nel bene e nel male la persona che sono oggi, totalmente diversa da quella che è partita dalla propria città con troppi pochi soldi in tasca, sufficienti appena a pagarci la prima rata dell'università, e nessuna conoscenza sulla vita in solitaria. Ho imparato a prendermi cura di me, o a non farlo ma senza morirne. Lavare i piatti, fare il bucato, lavorare e fare le pulizie nelle due ore di pausa pranzo, non stare a casa nel giorno di Pasqua o a capodanno.  Mi sono fatta degli amici con le mie forze, senza la fortuna di qualcuno che per qualche motivo ti si avvicina e diventa amico per la vita. Quel periodo mi ha dato così tanto che mi sembra di aver vissuto due o tre vite in quel frangente, ma poi in realtà è tutto già finito.
Per la prima volta guardo al futuro, non troppo in là ma da qui a sei mesi, e penso che potrà essere meraviglioso se solo saprò giocare bene le mie carte.
E cascasse il mondo, lo farò.



E ora un po' di disegni:
1 - Un'alternativa a melensi biglietti di san Valentino
 2 - My Stupid Sketch su un gruppo di Facebook
 3 - Un my stupid sketch su Moritz :D
 4 - Ancora Moritz
 5 - Provare i pantoni!
 6 - Un'altra cartolina di San Valentino xD
 7- Prova pantoni!
 8 - Sclero pre-tesi

9 - Ancora pantoni...


Goodnight

www.elisafurlani.it

mercoledì 22 gennaio 2014

Di notte, di solito, uno dorme

E rieccomi a scrivere sulle pagine virtuali del mio tanto amato blog.
Sono a Trieste da qualche giorno, ormai ho perso il conto. Ho corretto tutto ciò che c'era da correggere nella mia tesi teorica, aggiunto parti, tagliato altre. Sessanta pagine senza immagini e mi sembra di averne altre sessanta da poter scrivere. In realtà il poco tempo a mia disposizione e il mio scarso entusiasmo all'idea di riprendere in mano uno scritto che ha letto e leggerà solo il mio relatore un po' mi frenano e quindi continuo a rallentatore con le tavole de "Il biplano e la cometa". Ho messo il lettering delle ultime pagine e di colpo ne ho disegnate altre cinque per un totale di 40 tavole. In linea di massima me ne mancano 20, forse un paio di meno, più quelle da correggere. Per assurdo la mia paura maggiore è di non soffrire di quella maledettissima sindrome post partum che ho avuto finito "Lullaby", al triennio. Mi sento stanca, un po' vuota. Ma non stanca adrenalinica per la gran mole di cose da fare. No. Probabilmente il fatto di essere partita subito molto velocemente col fumetto mi ha messo in una posizione di sufficiente vantaggio da non sentire il fiato sul collo. Se volessi potrei semplicemente chiudere il mio fumetto a pagina quaranta che per la tesi sono sufficienti. E quaranta, come detto, già le ho. Ho avuto una sensazione simile dopo aver finito i due tirocini. Mi sono quasi stupita della freddezza con cui ho affrontato la situazione. Sarà la vecchiaia?
Nei giorni successivi al mio ultimo post ho anche letto tutto "Per dieci minuti" della Gamberale. Non eccelso ma un libro carino, scorrevole e con un messaggio di fondo importante, che vorrei ricevessero tutti.. "La felicità è qualcosa di personale, non esiste persona al mondo che puoi delegare affinché la cerchi per te." o qualcosa del genere. Un po' eccessivo il mutamento del protagonista maschile da principe azzurro a principe buzzurro, ma si sa, in qualche modo bisognava che la nostra protagonista si disincagliasse da una relazione che non le dava il giusto spazio.
Che altro dire? Ah si, mi è stata anticipata la visita alle ginocchia e ho avuto la fortuna che chiamassero finché sono a Trieste e me la fissassero il 24. Per un pelo, sennò sarei ripartita un giorno prima.
Quindi ora c'è da sperare in buone nuove, da continuare la tesi, aggiustare quell'altra tesi, ricordarsi di fare/dire cose che dimentico perché sono troppo presa e già che ci sono magari leggere  i Death Note che ho acquistato ma per i quali non ho mai sufficiente energia!
Fatemi gli auguri,
nel frattempo vi lascio con le ultime due tavole colorate (mentre pensavo che nella vita prima o poi un corso serio di colorazione digitale lo dovrò fare). Chissà che la prossima volta non riesca a mettere qualcosa di più, di diverso dal fumetto che mi sta inghiottendo l'esistenza :)
See you


My stupid sketch.. La vita di tutti i giorni con un chihuahua

giovedì 16 gennaio 2014

Viaggi e polemiche

Sono sul treno diretto a Trieste. Lascio alle mie spalle la nebbia della pianura padana, il cielo bianco, il freddo pungente e le risate di una settimana trascorsa tra tesi e ritagli di tempo con le belle amicizie.
Non ho scritto in questa settimana perché ho avuto molto da fare. Ho incontrato i miei relatori che a modo loro hanno detto la stessa cosa "Sei a buon punto ma c'è ancora parecchio da fare", e allora adesso mi sto concentrando sulla tesi teorica che ha una scadenza più prossima e nel frattempo rifletto su come dare di più per "Il biplano e la cometa".
In questi giorni bolognesi ho fatto ammenda, mi sono resa conto di essere una di quelle studentesse "invisibili". Ci sono studenti che anche dopo dieci anni i professori se li ricordano per un motivo o per l'altro, che non ha sempre a che fare con la loro bravura o costanza. Io no. Ho visto negli occhi vitrei del mio docente di fumetto l'indifferenza più totale. "Ti dico un po' di quel che vuoi che ti dica, un po' cosa devi fare e ora vattene pure che ho da fare". Mi rendo conto che in parte è stata colpa mia. Mi sono sempre limitata ad essere una studentessa decente, a non disturbare durante le lezioni, ascoltare i professori come se dalle loro labbra piovessero preziosi, e a guardare. Non ho mai cercato di essere qualcosa in più per il semplice fatto che quelli con qualcosa in più erano sin troppi in quella cerchia ristretta. Tutti pronti a farsi avanti, a discutere, a sentirsi nell'occhio del ciclone almeno per una volta. Per il mio relatore di tesi teorica non è così, forse con lui ho stabilito un contatto o semplicemente ha apprezzato la mia fedeltà alla letteratura, allo scrivere, senza polemiche su quanto c'entrasse con il corso di studi quella materia. Chi se ne frega, potevo scrivere, ero felice.
A parte questo, ho ricevuto in regalo dal mio uomo il lettore e-book. So che non è certo il momento di leggere romanzi, ma da quando ce l'ho (una settimana, appunto) ne ho già letti due. Brevi, certo, ma la mia sete di lettura era tanta e così oggi ho cominciato il terzo. Detta in breve, "Le cose che non ho" era un libro un po' banale che mette continuamente sullo stesso piano soldi e amore. La protagonista, ovviamente, sceglie sempre l'amore, suo marito, il tipico uomo egoista, sceglie i soldi e se ne pente. Ovviamente, come in molti dei libri francesi che ho letto, ci scappa il morto e il libro finisce comunque con un happy end un po' tirato per i capelli ed agrodolce. Nel complesso non mi è dispiaciuto perché si faceva leggere in modo veloce e disimpegnato (esattamente ciò di cui si ha bisogno in periodo di tesi) però mentirei se dicessi che è uno di quei libri che finisce per restare nel cuore.
Succesivamente ho letto "Gli sdraiati", libro dalle buone recensioni, breve, con illustrazione piuttosto buttata su di Gipi. Un libro su quanto schifo facciano tutti gli adolescenti del mondo che si svegliano alle 15 e si vestono come barboni ma griffati abbastanza da far spendere un mucchio di soldi al vecchio, che poveretto accompagna il pargolo alla crociata dello shopping col solo scopo di pagare. Il padre, in questo caso, è un rompipalle. Uno di quei vecchi che vive di ricordi e "si stava meglio quando si stava peggio" e prova disperatamente di dialogare con suo figlio pur mettendo le mani avanti sostenendo di aver ragione. Nemmeno questo mi rimarrà particolarmente impresso, è stato così banale da far sembrare originale "Le cose che non ho". In ogni caso c'è da dire che l'autore sa fare un uso spettacolare della lingua italiana, di cui mi sono deliziata nel corso della lettura.
Ora sto leggendo "Dieci minuti" della Gamberale. So che non avrei dovuto cominciarne un altro, ma non dovrei nemmeno scrivere così tanto sul blog, giusto?
In questa intensa settimana ho visto anche Frozen. Per un mese mi son detta che non ci sarei andata e la mia convinzione veniva ogni giorno supportata da chi lo andava a vedere e mi diceva che "finalmente è tornato un Disney classico, con le canzoni!". Io ho sempre odiato le canzoni. Amavo vedere i cartoni Disney in VHS piuttosto che al cinema perché potevo saltare le canzoni. Eppure parlando con un'amica di Bologna del fatto che entrambe non l'avevamo visto abbiamo pensato di andarci assieme, ed è stata una piacevole sorpresa. Le canzoni, innanzitutto, sono molto più frequenti nel primo tempo che nel secondo. Trovo sia una mossa vincente per non stemperare troppo la tensione in crescita nei momenti clou del film. In secondo luogo finalmente c'è stato un cattivo "realistico"; infatti il tizio di cui non mi ricordo il nome che voleva sposare la principessa Anna è riuscito ad ingannare fino alla fine il suo pubblico sul fatto di avere le migliori intenzioni e questo perché appena si avanzavano dubbi nei suoi confronti (supportati unicamente dal fatto che Anna nel mentre aveva incontrato il biondone, tanto scemo quanto simpatico) lui faceva qualcosa di meraviglioso che sembrava gridare il proprio amore nei confronti della principessa al mondo intero. E invece no, è un viscido, subdolo bugiardo. Assolutamente fantastico.
Terza cosa, la principessa/regina Ghiacciolina è tutt'altro che simpatica, e già che ci siamo resta pure zitella che fa sperare non ci sia un sequel dietro l'angolo a rovinare tutto. Simpatia a palate per i coprotagonisti (sono una grande fan della renna), durata del film d'animazione più che abbordabile e animazioni a metà tra un lungometraggio pixar e il più classico Cenerentola, con un risultato forse troppo simile alle Winx.
Non è mancato qualche momento un po' trash che ha fatto sbalordire le ragazzine in sala e sganasciare dalle risate me, che sono ormai vecchia e acida, come il cambiamento di mise della regina che da sembrare una di quelle che fanno rivisitazioni storiche passa alla bella copia di Claudia Schiffer (ma i suoi poteri non le consentivano solo di ghiacciare e di avere una grandissima fantasia in ambito architettonico?)... Ma lo ammetto, ci voleva, ho riso di gusto.
Insomma, due ore veramente godute al massimo e l'idea che prima o poi sarò contenta di rivederlo e magari anche senza saltare le canzoni.
Chiudo il post con un tema piuttosto ricorrente sul web oggi... La Repubblica ha tirato fuori dei video che vogliono far polemica sul mancato pagamento dei lavori artistici.
Ora, partiamo dal fatto che i video non sono fatti bene, perché per quanto sia deducibile il messaggio non è immediato. Troppo lungo lo scambio tra cliente e professionista ed un artista non si vede nemmeno per caso nel video. Forse avrei optato per un'inquadratura simile alla doppia intervista delle Iene. In secondo luogo, il romanaccio. Io non guardo i film italiani perché odio sentire gli accenti, figuriamoci dover ascoltare un corto che dovrebbe essere di protesta girato con protagonisti dalla cadenza così forte.
In terzo luogo: le parolacce. Io ne dico e parecchie anche. Ma come sostengo dal primo "V day", sostenere un'idea con l'aggressività e la volgarità, a mio avviso, già fa partire svantaggiati. Certo, si attira l'attenzione, ma lo si fa con l maleducazione. Per fare un esempio simile a "Coglione no", è come se cagassi davanti la porta di casa del proprietario del mio immobile per dirgli che l'aumento sull'affitto non lo pago. Farà anche ridere, ma è una cosa degna di un troglodita.
Dunque, io dovrei sostenere con tutte le mie forze i lavori artistici, perché qualora avrò la fortuna di averne uno sul generis, ovviamente pretenderò di essere pagata. Tuttavia trovo che ci si dimentichi che esistono dei contratti appositi, e che il proprio lavoro va prima discusso insieme al trattamento economico che ne consegue. Successivamente ho letto una lettera aperta di non so chi che ha pubblicato sul proprio blog (libero di farlo) dove insultava coloro che si vogliono far pagare per il proprio lavoro poiché una laurea allo IED non è una laurea etc... Ora, è vero che una laurea non dice cosa uno sa fare ma solo cosa uno ha studiato e questo vale per lo IED come per medicina, ma è anche vero che esistono criteri affidabili per sapere da subito cosa uno sa fare e dunque cosa può offrire ad un'azienda: il portfolio per esempio.
Non essere pagati nonostante si è dato prova della propria professionalità è un reato. Noi non chiediamo al meccanico se abbia studiato per essere meccanico, con quanto sia passato all'esame di maturità e quante macchine ha riparato da quando ha smesso di studiare. Chi se ne frega, basta che ripari bene la nostra macchina, no? Ok. Il problema dei lavori artistici è che esiste una sproporzione enorme. I fumettisti vengono pagati una miseria mentre alcuni grafici per fare un logo su cui hanno speso dieci minuti della propria vita pretendono migliaia d'euro. Molti "artisti" pretendono di vivere del proprio lavoro artistico e pretendono di venir stra-pagati solo perché sanno usare i colori. Beh, ce ne sono veramente molti che lo sanno fare, quindi sarebbe opportuno volar basso e pretendere un compenso che sia proporzionato.
 Non so cosa facesse il truffaldino che ha scritto quel blog, se ha una laurea assurda tipo scienze della comunicazione o qualcosa che sembra serio ma rende sempre dei disoccupati come giurisprudenza, fatto sta che dubito sappia veramente cosa significhi fare il muratore perché di solito sono gli impiegati delle poste a consigliare di fare questo genere di lavori a coloro che ambiscono a qualcosa in più. Se invece sa cosa significhi ed è a tutti gli effetti un muratore... Sta rosicando, come direbbero gli amici di "coglione no". Ma magari sarebbe il caso che s'informasse su cosa la gente studia nella speranza di poter vivere di arte, in qualunque forma, e quanti di questi fanno lavori di ogni genere e occupano il proprio tempo libero inseguendo il sogno. E' semplicemente un diritto, come venir pagati, come scrivere un blog, fare un video in romanaccio e non sapere di cosa si parla. Ma magari in quest'ultimo caso sarebbe opportuno rendersi conto che altro non è che pura ignoranza.

Per oggi solo un my stupid sketch, perdonatemi, nel periodo caldo della tesi è già tanto che mi escano ste baggianate :D

lunedì 6 gennaio 2014

Un po' di disegni duemilaquattordici

 Ritratto ai miei nonni, Natale
 Disegno per Aleks, con Madoka (Orange Road)
 Uno strano chihuahua parte 1
Uno strano chihuahua parte 2
I miei auguri personali per il vostro 2014!

martedì 31 dicembre 2013

E poi... Fuochi d'artificio

Eccomi qua a scrivere il post di fine anno. Domani è il (per alcuni) tanto atteso giorno di capodanno. Certi lo attendono con ansia, altri attendono con la medesima foga che finisca, altri ancora, come me, sperano sia una bella serata come tante che basta e avanza.
Personalmente è dal 26 che sono k.o dopo essermi presa quello che in teoria è un virus che ha steso diverse persone in giro. Dolori addominali e quando sono finiti quelli un'influenza da 36,7 con tosse, raffreddore e mal di ossa annessi. Insomma, di quelle cose per le quali non esistono medicine anche se ne butteresti giù trenta per stare bene.
Paolo Fox insieme a tutta quella gente che si spaccia per astrologhi dice che il 2014 sarà per il mio segno zodiacale un anno fortunato. Io credo nell'oroscopo più o meno quanto credo nella fata dei denti, ma è bello sentirsi rassicurati da uno che ti dice "ehi, va tutto bene". In realtà io penso di aver preso cosi tanto dal 2013 da non poter pretendere molto dall'anno che verrà. Francamente mi basta un voto decente alla laurea, uscire dall'Accademia con la testa alta nonostante tutti coloro che hanno provato ad abbassarmela a suon di schiaffi. Poi le cose che molti banalizzano, soprattutto coloro che non si rendono conto dell'importanza di elementi quali la salute propria e di coloro che stanno accanto. E perché no, magari un buon posto di lavoro o il successo nel mio nuovo obbiettivo. Vedremo. Ho sentito di questi giorni il mio relatore di tesi teorica e con lui appena finite le feste m'incontrerò per mettere a punto lo scritto. E' bello sapere di vederlo e condividere quel tempo, quelle righe insieme a lui. E' sempre stata una persona che stimo e aver scritto il suo nome su ogni documento inerente al terminare dei miei giorni in quell'edificio mi rende felice.
Che altro dire, Moritz cresce a vista d'occhio ed è sempre di più un cagnolino vivace e giocattolone. Tuttavia vedendomi stare male, oggi, ha appoggiato il suo musino sul mio mento rimanendo a guardarmi con quegli occhi dolcissimi che ha. "Io ci sono", sembrava dirmi. Quelle semplici parole che troppo spesso ognuno avrebbe bisogno che venissero dette da qualcuno che non le ha. Ma Moritz si, e più di ogni altra cosa voglio proteggerlo.
In questi giorni chiunque avrà sentito parlare di due argomenti:
1 - La ragazza malata che si dice d'accordo sulla sperimentazione animale
2 - Schumacher che è finito in coma e relativa speculazione nera di gruppi di FB e quant'altro che lo davano già per morto.

Riguardo al primo punto posso dire che trovo assolutamente errato il mezzo più del messaggio contenuto in esso. I video sono infatti un modo come un altro per mettersi alla gogna, come capita con Clio Makcoso e varie, da una parte ci sono fan e dall'atra chi insulta e non apprezza (spesso le due cose vanno di pari passo anche quando non dovrebbero). Il fruitore vede il video e conosce il viso della persona quindi si sente autorizzato a dire ciò che pensa, anche quando questo è assolutamente inopportuno. Io la ragazza lì non la conosco, disprezzo profondamente il suo essersi messa a fare video con la mascherina in una lingua italiana che di studentessa universitaria aveva ben poco. Se avesse voluto far presa sul pubblico avrebbe dovuto spiegare cosa comporta la sua malattia, il nome e come la sperimentazione animale ha potuto far sì che lei fosse ancora viva. Non l'ha fatto. Ha semplicemente messo in piazza un'opinione  che sapeva benissimo sarebbe stata contestata, sperando che bastasse l'ambiente insalubre a convincere i più.
Non parlo da "animalista" perché per me "animalista" è un estremismo come tanti e dunque un eccesso, ma a me gli animali piacciono, quasi tutti. Anche nel caso di quelli che non mi piacciono, tipo i vermi, non torcerei loro un capello. Quand'ero bambina guardavo sempre a terra quando camminavo per paura di schiacciare le formiche. Mi terrorizzava l'idea di ucciderle senza ragione, così, come se niente fosse. Una volta l'ho fatto e le ho persino fatto il funerale. Cose di cui non andare orgogliosa ma che ancor oggi mi fanno sorridere. Ebbene, è orrendo che lo si faccia, ma personalmente se servisse a salvare la vita di qualcuno che amo, io un animale o più li sacrificherei. Può essere egoismo o cattiveria, ma trovo non sarebbe umano il contrario. Persone che dicono che dovrebbero morire gli esseri umani piuttosto che animali da laboratorio trovo siano fortemente deviate o semplicemente prive di alcun sentimento per il prossimo. Spesso coloro con cui parlo non hanno avuto la sfortuna di avere accanto a sé qualcuno di malato, così da potersi convincere di quanto si farebbe affinché esso guarisca. Tuttavia ho sentito una rapida intervista al TG ad una biologa (credo) affetta da SLA che affermava di essere certa che la sperimentazione animale sia un impedimento alla ricerca sull'uomo e che non vi sono mai state prove certe dell'efficacia di animali come mezzo di confronto per gli uomini.
Dunque in quel caso è ovvio che la mia lancetta penda in senso totalmente opposto. Forse ci vorrebbe più informazione, ed in ogni caso ci vorrebbe che quest'informazione non passasse con youtube perché assomiglia molto di più ad una pagliacciata.

Per quanto riguarda Schumacher devo dire che la cosa mi dispiace moltissimo. Un grande campione che è stato l'idolo delle folle e che ancora si vede volentieri in tv è a rischio e non capisco proprio come molti riescano a farci su dell'umorismo o roba del genere.
Oltre ad augurare le peggiori cose a questi individui di bassissima morale, mi trovo a pensare che la polizia postale dovrebbe fare in modo di trovare questi inetti e di dar loro sanzioni non da poco, sanzioni che potrebbero andare alla ricerca o semplicemente alla famiglia diffamata. E' vero, basterebbe che Facebook avesse un amministratore cone si deve, ma non dimentichiamo che soprattutto negli ultimi tempi questo social network è diventata una sorta di banca online dove girano diversi soldi.
Il senso di tutto questo è.... Ma la gente i fatti propri non se li sa proprio fare?

Beh, penso la risposta sia ovvia.

A tutti voi auguro un felicissimo inizio 2014!



L'Ultimo My Stupid Sketch 2013

 "Il biplano e la cometa" - Tavola 24

martedì 24 dicembre 2013

Conto alla rovescia

Domani è Natale.
In questi giorni sono uscita veramente poco e in quelle rare occasioni ho sentito commercianti lamentarsi della poca affluenza da parte della gente nei negozi. Ad uno di questi, quasi innavertitamente, mi è scappato di dire "beh, sarebbe sempre dovuto essere così. Il Natale dovrebbe essere una festa da trascorrere con la propria famiglia, indipendentemente dai regali". La persona che avevo di fronte non era d'accordo. E' vero, c'è crisi e ogni anno più tasse da pagare e statistiche che dicono che l'Italia fa schifo per milleottocento motivi rispetto al resto dell'Europa. Ma io mi chiedo se anche altrove ci saranno cene tra parenti fatte di buona cucina, perché se anche non ce lo si può permettere, una volta l'anno il sacrificio si fa. Ricorda un po' quando i nostri nonni ci dicevano che la domenica per la chiesa si metteva l'abito "buono" e devo dire che questa cosa a me non dispiace. L'idea di far diventare la ricorrenza un modo per capire quali siano le cose importanti e forse stringersi un po' era quello che mancava nei natali precedenti, fatti di centri commerciali gremiti di persone alla ricerca di regali non troppo costosi per risparmiare e prendersi piuttosto qualcosa per sé.
Le ultime settimane sono state impegnative per molti motivi tra cui l'arrivo di un cucciolo di cane a casa. Di gran carattere, vivace e testardo, Moritz (come l'affascinante personaggio di una telenovela!) ha riempito i nostri spazi di un'allegria che mancava. Mia madre inaspettatamente si er ricordata che qualche tempo fa le dissi che in questo momento avrei avuto bisogno di qualcosa di bello, e quel qualcosa è arrivato, sia per me che per lei.
Tirando le somme il mio 2013 è stato spettacolare. In primis per il mio tirocinio in Francia; poi quello a Trieste;  ci sono state batoste alla mia autostima di disegnatrice che però penso abbiano portato a dei vantaggi notevoli per capire su cosa avrei dovuto lavorare. Ho avuto colleghi speciali abbandonando definitivamente quelli tutt'altro che speciali di un lavoro che non faceva per me, in una città che non faceva per me. Ma soprattutto ho conosciuto delle persone con le quali sono completamente a mio agio. Io, diffidente di natura, mi rendo conto che gli abbracci di quella ragazza bionda così piccolina da doversi arrampicare sui mobili per raggiungere gli scaffali in alto, mi scaldano il cuore trasmettendomi semplicemente sincerità, Yle è buona, sempre sorridente e forte in quel suo modo di fare sempre delicato e genuino. Diego fa ridere ma è di una dolcezza unica, cucina così bene da dover aprire una pasticceria; Lua ha i miei stessi gusti in fatto di libri e già che ci siamo abbiamo pure lo stesso colore di capelli; ama Miyazaki e in genere i bei film d'animazione. Poi ci sono Vale, che ho avuto l'occasione di conoscere meglio in quest'anno ma che già al primo impatto avevo capito fosse una persona dal grande cuore. Lei mi meraviglia ogni volta perché è di quelle persone belle che non sa di esserlo ma dovrebbe. Queste persone ho avuto l'onore di conoscerle grazie ad Anto, che ci diciamo sempre di essere "conoscenti" pur sapendo che con una conoscente non ci passi due ore a parlare in macchina a fine serata. Lei è solare e buoni propositi che sa raggiungere con le sue forze. Spesso e volentieri non mi capacito del fatto di esserci avvicinate dopo così tanto tempo pur vendo trascorso assieme gli anni del liceo, ed un po' me ne rammarico. Fabio, a Modena, è una di quelle persone che non vuole farsi inquadrare forse perché, come me, sa che la corteccia è quella che ti difende dal Mondo. Ma dei miei giorni in Francia ricordo le lunghe chiacchierate con lui, che non si risparmiava mai in buoni consigli e belle parole. Lui è di quelle persone che se può ti aiuta e se non può... Ci prova lo stesso. E' pieno di talenti e forse non se ne rende conto. Non sono sicura ma credo che sempre all'inizio del 2013 ho conosciuto Valentina a Modena. Lei è una di quelle toste. Di quelle ragazze da cui una ha sempre da imparare; è indipendente, solare e determinata, ma allo stesso tempo dolce, disponibile e di buon cuore. Una vera rarità. In Francia ho conosciuto Elisa, una delle persone con le quali mi sono fatta le più grasse risate della mia vita. Serate a chiacchierare bevendo della birra buona, a volte dimenticandoci di cenare o facendolo molto più tardi del previsto. Grazie a lei ho vissuto Grenoble nel migliore dei modi possibili, incontrando Cécile, Dominik, Cédric, Gaetan, Anto e Bjorn, sei coinquilini tanto diversi tra di loro quanto stupendi. In quel di Bologna ho stretto ancora di più il legame con Erica, consolidato anche dal concerto dei Nickelback, probabilmente uno dei più belli a cui ho assistito in vita mia. Lei è intelligente, brillante ma allo stesso tempo gentile e pronta ad aiutare il prossimo. E' una persona piena di qualità che sa di valere e sa rialzarsi in piedi dopo ogni batosta.
In tutto questo ho avuto la fortuna di avere ancora vicino persone per me indispensabili quali il mio stupendo fratellone con cui appena posso trascorro tutto il tempo libero possibile, la persona che più mi manca quando sono lontana; Ylenia, un'amica ormai decennale sempre presente nelle tappe fondamentali della mia vita ed Eleonora, che pur a distanza rimane sempre tra le più grandi amicizie che sia riuscita a coltivare nella mia esistenza. Giuliana è Giuliana. Nemmeno a parlarne, è assolutamente intoccabile e da quando ha lasciato quella casa a Modena non riesco più a mettervi piede con un po' d'entusiasmo. Lei è stata la mia salvezza, la persona con la quale ho stretto un legame profondo che non saprei paragonare a nient'altro. Ci siamo supportate, abbiamo condiviso tanto, dal terremoto alle gioie della mia laurea, del suo diventare ufficialmente avvocato. Senza quest'Amicizia nulla di ciò che è stata la mia vita a Modena negli ultimi 3 anni sarebbe stato lo stesso.
C'è inoltre il mio uomo, che sa sempre mettermi a mio agio. Mi conosce meglio di me stessa e sa farmi stare bene, sempre, con il suo modo di fare, con le sue piccole attenzioni. Cinque anni con lui sono volati e mi sembra che abbiamo ancora così tanto da dare insieme che non basterebbe una vita intera.
Insomma, questa non è una lettera d'addio, ma faccio ammenda. Per tutte le volte che mi sono lamentata, che ho pensato che le cose non andassero bene. Non è vero. Sono fortunata perché ho avuto la fortuna di conoscere persone che mi riempiono il cuore ogni giorno con la loro presenza.
Non so se sia vero che a Natale si è tutti più buoni, ma di certo si dovrebbe essere un po' più grati, ed io ho deciso di provarci, così, a modo mio.

Buon Natale con tutto il cuore



Quest'anno ho regalato disegni. Non perché penso sia 'sto gran regalone o perché non avevo soldi o perché avevo troppo tempo da non sapere come usarlo, ma semplicemente perché volevo che le persone avessero qualcosa di unico e regalato insieme ad un pezzo di me.

Yle e la sua famiglia

Da sinistra: Diego; Anto; Yle; Vale; Lua; Nicola

Valter e Massimiliana
 
Il mio personalissimo augurio di buon Natale

 
My stupid Sketch

 
Moritz <3

martedì 10 dicembre 2013

Un attimo di Natale, per favore

Avete presente quella sensazione strana che vi assale quando fate qualcosa che facevate molti anni prima e vi sembra molto meno eclatante? Ebbene, quest'anno, dopo 6 anni, sono andata alla fiera di S.Nicolò, tipica fiera natalizia che si tiene annualmente a Trieste nella settimana prossima al 6 dicembre.
Finalmente dopo anni di reclusione in quel di Modena a lavorare in negozio, quest'anno ho potuto venire a casa prima (come ben sapete) e godermi un po' di più l'atmosfera pre-festiva. A Trieste c'è di buono che gli addobbi non mancano mai. Non capisco come facciano i commercianti a pagarli pur non avendo lo stesso numero di clienti di qualche anno fa. La crisi si fa sentire, quando entri in un negozio gli occhi del venditore te lo dicono subito. Te lo dicono anche perché spesso il venditore è il proprietario che non si può permettere del personale, ed inutile dire che tempo fa (non molto) la fatica dei proprietari dei negozi era di venire solo alla sera per raccogliere l'incasso. E' un dato di fatto che la fiera è molto più piccola di quando io ero ragazzina. Un tempo vi erano bancarelle a fila di due, mentre ora un solo gazebo occupa una cospicua porzione di viale. Ho cercato di non pensare in modo nostalgico, di credere che magari la mia era un'impressione dettata dal fatto che non facevo un giro alla fiera da molto tempo e da piccola ogni bagliore era magia. Ma no, era evidente. Le bancarelle non solo erano molte meno, ma il tipo di oggettistica che vendevano era molto più sterile. Niente individui strani che spaccavano i piatti per dimostrarti la loro robustezza, niente odore di mandorle caramellate e zucchero filato ovunque, niente bancarella dei giocattoli che ne vendeva di orribili ma alla portata delle tasche di ognuno. C'erano cover di cellulari probabilmente comprate a stock in qualche sito internet, bancarelle enogastronomiche di formaggi o companatici che sembrava di essere alla fiera del multietnico, qualche vestito venduto da cinesi a prezzi più alti che nei negozi italiani.  Mi è mancata la fiera di Santa Lucia a Bologna, che ha ancora quel profumo di vecchie tradizioni e quelle altre bancarelle in una viuzza laterale di via Indipendenza, dove vendono cose fatte a mano e ogni anno trovo qualcosa di particolare da acquistare per me o altri a un buon prezzo.
A parte questo negli ultimi giorni ho lavorato alla tesi teorica perché volevo finire in tempo un capitolo (che poi sono diventati due) da mandare al mio relatore affinché le corregga questo weekend; sono riuscita a comprare i regali per mia madre e mio fratello, ho trovato l'idea giusta per i miei nonni e poco altro. Amo fare i regali di Natale. Mi da l'idea di una sorta di premio per come si è affrontato un anno intero. E' bello il momento in cui si scartano tutti assieme ed amo persino fare i pacchetti perché penso che già da quelli le persone a cui faccio doni capiscano che è un piccolo biglietto con scritto "ti voglio bene". Li faccio sempre con cura, con molta più cura di quanto non faccia dei disegni, spesso.
Venerdi 6 sono andata a fare una giornata conclusiva del corso di imprenditoria obbligatorio per il completamento del tirocinio. Mi ero ripromessa di stare appena un paio d'ore e poi alla fine sono rimasta fino alla fine quando mi sono accorta che le persone che parlavano erano persone più vere di tutti i tizi ingiaccacravattati che sembravano volerci convincere a tutti i costi ad aprire una s.r.l di lì ad una settimana. Erano persone dai 25 ai 35 anni che avevano combattuto per ciò in cui credevano e a modo loro ce l'avevano fatta. Magari non avevano raggiunto traguardi inimmaginabili, ma quei traguardi che possono rendere una persona fiera di sè. Il mio tutor quello stesso venerdi mi aveva detto che il sito non era finito e che sarebbe stato opportuno venire il lunedi successivo. Inutile dire che ero contentissima quando me l'ha chiesto perché di lasciare quel posto non ne avevo nessuna voglia. Lunedi dopo aver lavorato moltissimo sulla dinamicizzazione del mio sito web, sempre lui mi ha detto di tornare ancora giovedi. Ero ancora più felice. Ho imparato moltissimo e ho vissuto due mesi intensi che sono volati. Li rifarei tutti, come rifarei quelli a Grenoble e tutti quelli prima.
Ora devo solo rimboccarmi le maniche e preoccuparmi di proseguire rapidamente con il fumetto di tesi. Siamo a quota 20 e ho un po' di timori ma così tanta voglia di fare che a volte mi chiedo il perché di tante perplessità...

Vi lascio con tre ritratti/schizzi fumettosi fatti a personaggi famosi... Avevo voglia di riesumare il Tombo e così ho fatto.

Buona serata