giovedì 7 novembre 2013

A novembre la città si spense in un istante

La parte più difficile di scrivere un post, per me, è sempre scrivere il titolo, quindi spesso lo scrivo un po' a caso, come accade oggi. Avrei potuto scegliere un format di blog senza titolo, ma che gusto ci sarebbe stato?
Ebbene, è novembre, io ho finito la mia terza settimana effettiva di tirocinio e insieme ad essa il mio sito web, di cui darò tutte le coordinate una volta che sarà finalmente online.
Come mi ha ricordato mia madre poc'anzi, è raro sentirmi dire di qualcosa che sono veramente soddisfatta. Ebbene, questo è il caso. Sarà che sono partita con aspettative molto basse ed una conoscenza infima degli strumenti che stavo per adoperare, ma il risultato è quel qualcosa che avrei potuto ordinare su misura a terzi e ne sono felice. Nessun "beh, ok, per essere il primo mi accontento". E' il massimo, per ora almeno e sarà quel biglietto da visita che mi darà soddisfazione mostrare in giro.
Oggi, inoltre, ho cominciato un corso di imprenditoria obbligatorio per considerare valido il periodo di tirocinio. Vedevo ragazzi presissimi che s'informavano quasi avessero già lì l'idea per un'impresa da mettere su oggi-domani. Io non ne avevo. L'impresa è qualcosa di lontanissimo dalla mia concezione e, un po' come il mutuo, credo sia tra quelle cose che non realizzerò mai nella mia vita. Poco male, credo semplicemente che non ci sarei mai portata.
La settimana passata ha visto anche un Lucca Comics da record. Io quest'anno avevo voglia di tornarci, di respirare quell'atmosfera magica fatta di persone che hanno le stesse passioni e molti gli stessi sogni.
Eppure per diversi motivi (tra cui il tirocinio), non ci sono andata. Ebbene, non ne sono pentita. Ho sentito molte persone che non ci sono andate e se ne sono rammaricate, sentendo i numeri da urlo che ha fatto il festival quest'anno, per me l'idea di dover fare una coda per un padiglione è inaffrontabile. O meglio, per uno va bene (se ci tengo particolarmente) ma non per tutti. Devo fare la coda in posta, al supermercato, ai semafori a Bologna e magari pure a Gardaland perché ormai sono lì e che fai... Ma Lucca va vissuto bene e per me quello bene non è.
Tornando al corso d'imprenditoria, devo ammettere che se c'è stata una cosa che ho apprezzato davvero moltissimo, a parte la competenza degli insegnanti e l'interesse di chi seguiva (non l'avrei mai detto!), è stata la location: uno di quei posti che Trieste riesce a farmela amare con tutto il cuore. San Giusto. Da lì si può vedere il mare ed il porticciolo, ma sporgendosi da un'altra estremità si riesce a vedere il centro città. La piazza con le colonne, resti del propileo, ha ampi spazi verdi che danno sulla cattedrale, in un'atmosfera assolutamente unica. In quel luogo, un tempo, andavo a disegnare e mi piaceva moltissimo. Mi dava l'idea di rimettermi in linea col resto del mondo, lissù c'era la pace ma allo stesso tempo la vita, le campane, i tramonti.
Arrivata sul colle, con il sole autunnale e le rondini fuori stagione a volare nel cielo azzurrissimo, mi sono sentita semplicemente felice e libera da ogni altro pensiero.
Dovrei andarci più spesso lissù.

Lorenzo con gli occhiali da aviatore... Proprio un ometto no?
Lorenzo in versione realistica. In arte -> quando ti annoi sta roba ti fa passare un mucchio di tempo




Gli immancabili My stupid sketch
 

Foto, San Giusto

domenica 27 ottobre 2013

"E' presto Natale", dicono da tre mesi.

Scrivo stasera, coerentemente dagli impegni scritti sul post-it appiccicato sul mio pc per non dimenticare nulla e per far leva sui sensi di colpa quando, arrivando a lunedi, mi renderò conto di non aver fatto la metà delle cose proposte. Stasera cambia l'orario, il che rende questa giornata già un po' più speciale delle altre. E' un autunno strano questo: siamo a fine ottobre, eppure oggi con maglia leggera e la giacchettina in eco-pelle fuori si stava benissimo, che sembrava primavera. Ma non voglio dilungarmi troppo su questo argomento, altrimenti sarei il tg5 e io la tv non la tollero, tuttavia la cosa che mi affascina del cambio dell'ora è il vedere la differenza al mattino quando mi alzo: non dovermi subito confrontare con la luce di una giornata cominciata prima di me è rassicurante. Cominciare la giornata e avere l'idea di poterla vivere interamente è splendido, mentre durante l'estate mi capita di pensare alle cose che avrei potuto fare se mi fossi svegliata alle sette piuttosto che alle otto. La mente umana a volte è proprio semplice, la mia anche di più.
Tornando a noi, la settimana è trascorsa in fretta ma in modo davvero intenso. Ho lavorato molto e ho ricevuto altrettante soddisfazioni dal mio operato e dalle cose imparate. In particolare giovedì mi sono fermata persino un'ora in più in ufficio poiché c'era un grafico bravissimo che mi ha dato delle dritte di illustrator (programma che dovrei conoscere come le mie tasche dopo 5 anni di accademia ma... Stiamo parlando dell'Accademia!) veramente utili. Se non fossi stata davvero distrutta sarei rimasta ad ascoltarlo ad oltranza per quante cose sa e avrei potuto imparare da lui.
Venerdi sera, invece, ho avuto modo di passare una splendida serata insieme a dei neo-amici con i quali devo ammettere di trovarmi molto bene. Con loro sono andata all'inaugurazione di una mostra ad ingresso libero su tema Alice nel paese delle meraviglie (a mio avviso noioso e troppo sfruttato soprattutto in tempi recenti) con opere di 10 artisti diversi che esponevano materiale totalmente differente l'uno dall'altro. Ho avuto l'occasione di conoscere uno di essi, e per la prima volta (credo) nella mia vita, ho conosciuto qualcuno che ha la fortuna di fare/avere/vivere tutto ciò che vuole. Questa persona di grande talento e poco più vecchio di me ha ben pensato di trasferirsi in una zona dell'alto veneto, in un luogo dimenticato da Dio in mezzo al verde, vivendo di sola pittura poiché se lo può permettere. Egli vende i suoi quadri, espone e quando torna a casa propria ha uno studio molto grande con tanto di torchio per incidere che non guasta mai. Non ho avuto nemmeno il tempo di invidiarlo da tant'ero assorta nel vedere questa presenza quieta, serena e che raccontava con semplicità il suo stile di vita, per alcuni probabilmente surreale. In quel preciso istante ho pensato "quella è la felicità in senso assoluto", e lo credo ancora.
Vivere come si vuole.
Possibile? Chi lo sa.
Eppure credo che più di ogni cosa la gente dovrebbe fissare lì il proprio obbiettivo e cercare, se non altro, di arrivarci più vicino che si può. Ce lo dobbiamo; le rinunce corrodono l'animo bambino, quello che ci permette di vivere guardando il mondo a colori anziché come mosche irrequiete.
Pur non sistemando l'evento nel corretto ordine cronologico, devo citate assolutamente l'anniversario con il mio uomo. Sono stati due giorni trascorsi in fretta ma che per una volta abbiamo preso con la giusta calma. Spesso ho avuto l'impressione di aspettare quella data con ansia per poi vedermela scivolare tra le dita, troppo presa da preparativi, sorprese e il tentativo di renderla una giornata speciale. Stavolta avevamo bisogno di pace, di noi, perché da aprile ad oggi di spazi da potersi dedicare ce ne son stati davvero pochi.
Il problema principale è stato il non sapere se il mio treno sarebbe mai partito, poiché ho deciso di viaggiare venerdi 18/10 con lo sciopero dei trasporti. Fortunatamente è andato tutto liscio, e dopo 8 ore di lavoro e cinque di viaggio sono arrivata sana e salva in Emilia.
Successivamente c'è stato lo scambio dei regali ed io ho potuto scartare il tavolo luminoso più bello di sempre.
Nonostante gli esami all'università e quant'altro lui si è messo a costruire questa meraviglia che mi sarà di certo indispensabile in tempo di tesi. Mi sono immaginata lui mentre lavorava nel garage cercando di farlo il più bello possibile, verniciandolo di bianco perché apparisse più bello che del classico color legno e seguendo dei tutorial per capire come dare la miglior illuminazione possibile.
Mentre guardavo il mio tavolo già immaginando le mille avventure che trascorreremo insieme, lui mi citava i motivi per i quali il lavoro non fosse perfetto: "l'angolo smussato qua, la vite là, il colore dietro..." e mano a mano io vedevo l'oggetto davanti a me sempre più bello. Bizzarro. Ma così era davvero artigianale, unico. Il mio tavolo. E domani finalmente è domenica, e probabilmente io e il mio tavolo trascorreremo un po' di tempo insieme. E' segnato per primo come impegno sul mio post-it.

Buonanotte - un po' più lunga del solito -



giovedì 17 ottobre 2013

Di Tirocinio in Tirocinio

Mi rendo conto solo ora di aver abbandonato il blog per qualcosa come venti giorni.
L'ultimo post risale alla Francia. Non per sfornare qualunquismi a gogo ma mi sembra trascorsa una vita da quell'ultima notte. Dal mese folle in Alsace-Lorraine, i miei coinquilini, i giorni del disegno finché ce n'era.
Non ho avuto tempo per i convenevoli, per "elaborare il lutto". Mi sono fiondata subito negli ultimi due esami prima e nel nuovo tirocinio poi.
I due esami hanno chiuso perfettamente il cerchio, con quel sentimento di delusione, rabbia e sfinimento che solo i miei professori sanno regalare. Poco male, ho pensato, sono gli ultimi due.
Avrei voluto pensare all'Accademia in un altro modo, ma sentendo parlare anche altre persone ho capito di non essere la sola che ha tratto più beneficio dai colleghi universitari più che dai professori, dalle materie, dall'istituzione stessa. Va bene lo stesso. Ho vissuto due anni nel mondo dei sogni, felice ogni mattina della vita che facevo anche se ciò significava lavorare e frequentare, studiare la notte, quando si poteva. Non ho rimpianti. Sono cresciuta di dieci anni in un anno e ora sono vecchia, con più esperienza, più cinismo e diffidenza dalla mia. Elementi utili per difendersi in quella che chiamerò "vita adulta". Gli altri tre anni sono stati un alternarsi di speranze, buoni propositi e free climbing su qualunque ci fosse per aggrapparsi. Tirocinio, materie appena più interessanti del minimo indispensabile etc. Comunque è quasi finita. Nessun rimpianto, nessun rimorso (come forse dicevano gli 883)
Il tirocinio è partito subito in quarta. 8 ore al giorno e full immertion nel fantastico mondo del php e dei css. Il mio tutor, un ragazzo giovane ed esperto, mi ha riempito la testa di nozioni e in due giorni ho avuto il mal di testa più soddisfacente degli ultimi 5 anni. Vedere i risultati di ciò che sto facendo, poter dire con convinzione "ehi, funziona!" senza che ci sia soggettività di mezzo, rendersi conto di prendere confidenza con gli strumenti è assolutamente qualcosa di cui sentivo la mancanza.
A parte questo posso dire con soddisfazione che avrò un mese e mezzo indimenticabile. A parte il tirocinio; il concerto dei Nickelback e l'anniversario col mio uomo; il compleanno di una cara amica; ho una fila di visite mediche da fare che rimandavo da anni ed ora, con un po' di tempo a Trieste, è venuta l'ora di saldare il debito che ho con me stessa e cercare di aggiustarmi un po'.
Eppure oggi ho potuto constatare di non essere rotta del tutto. Nonostante il cinismo e tutto il resto, oggi, ancora una volta, sono scesa dall'autobus. Mi stava portando a casa dopo una giornata veramente stancante (sono stata avvisata oggi che il sito dovrà essere finito domani), ma ho visto un tramonto di quelli freddi, un tramonto autunnale. Sul mare, mentre illuminava le gru del porto. Poche nuvole rade, quasi a voler solo riempire un po' quel cielo troppo terso. La pace. Sono scesa dall'autobus per respirarlo tutto, attraverso le vie e il cemento che odorava di quel tramonto. Per rendermi conto che Trieste mi mancava per queste cose qui. Perché un giorno voglio scrivere quel fumetto che parlerà delle sensazioni che mi regala questa città, ma le scriverò attraverso gli occhi di una sedicenne, senza quel dannato filtro che è la rabbia e la cattiveria dei miei deici anni in più.



 - E stavolta solo sketch - 




Di questo tramonto ho solo questa foto, perché stavolta ho voluto godermelo attraverso gli occhi anziché attraverso un obbiettivo. Un'esperienza assolumanete meravigliosa.

domenica 29 settembre 2013

Last day, last night

Mi rendo conto solo ora di quanto sia stato furbo dilazionare il tirocinio in 5 mesi pur dovendo farne solo tre effettivi di lavoro. Già così è finito troppo presto, se dopo aver combattuto contro ufficio erasmus-amministrazione-gente a caso, avessi fatto tre mesi filati mi sarebbe sembrato di aver fatto tutto per un un momento durato un soffio.
Questa settimana è volata tra uscite cominciate col sole tiepido delle sei e finite la sera troppo tardi rispetto le previsioni. Questa settimana l'ho vissuta da studentessa Erasmus, perché quelle prima ero una tesista, una tirocinante, un personaggio in piena paranoia da "cosa faccio se al tirocinio non mi prendono?" , e allora mi sono divertita, semplicemente. Perché poi a far divertire me non ci vuole uno sforzo, e anche quando non so dimostrarlo apertmente, so che alcune serate resteranno impresse nella mia memoria perché si.
L'ultimo giorno di tirocinio è stato strano, non ho fatto nulla di utile a livello lavorativo, ho parlato col tutor, che quasi voleva lasciarmi delle perle di conoscenza per non farmi andar via senza esser sicuro che avessi capito alcune cose del suo mestiere. Forse avremmo voluto/dovuto abbracciarci. Gli ho detto che l'esperienza mi è stata davvero utile, e lo è stata. Chissà se lo sa. Io me lo auguro.
Sabato ho fatto un breve giro a salutare Grenoble, ma la verità è che sarei potuta stare fuori anche tutto il giorno e non l'ho fatto, semplicemente perché Grenoble in tre mesi me la sono goduta al 100%. Io, la nostalgicona di sempre, non avevo bisogno di drammi istantanei. Forse tra due mesi me ne pentirò e mi dirò "ehi, però potevi andar lì o là un'ultima volta", ma per ora so che è stato giusto così. Nessun rimpianto, è venuto il momento di tornare, voltare pagina e fare altro. Voltare pagina con cautela e comunque mettendo un segnalibro alla pagina "Grenoble", perché è stata un'esperienza forte ed importante. Ma pur sempre un'esperienza. Da domani cominceranno 10 giorni impegnativi su e giù tra Trieste e Bologna per consegnare dossier-fare un corso di sicurezza pre tirocinio-dare esami... Poi ci sarà l'anniversario con il moroso, il tirocinio, le tavole per la tesi.... Insomma, molto da fare che mi terrà lontana da Grenoble anche con la mente. Perché il problema è poi quello, soprattutto per noi persone così, che con la mente viaggiamo fin troppo a tal punto da esser sempre rimproverati... A ragion veduta.
Ed ora vado a preparare le lasagne per la cena di stasera, una cena che sarà a base di tanto cibo e saluti che si faranno un po'troppo in fretta. Ma chi lo dice che in fondo non sia meglio così?


Ancora un po' di Grenoble:




Idea per nuovi personaggi, nuova storia.... Chissà se si farà mai....



HAPPY: Generatore di buon umore!



Adoro le saracinesche dipinte <3



My stupid Sketch:




lunedì 23 settembre 2013

Autunno, le foglie, gli addii.

Ebbene, oggi inizia la mia ultima settimana di tirocinio qui a Grenoble.
Come in ogni addio che si rispetti, la città che mi ha accolta per tre mesi è più bella che mai in questi giorni. Il sole, tiepido ma sicuro, ha invaso le strade, facendo tornare un po' l'illusione di un'estate arrivata e andata via troppo in fretta.
Sugli alberi ormai vi sono foglie gialle che alla luce diurna risplendono come fossero dorate ed io mi perdo nel contemplarle qui, ad un passo da me, appena fuori dalla finestra.
Ho trascorso un pomeriggio facendo un random walk per cogliere gli aspetti della città che non avevo ancora potuto apprezzare, e allora sono finita nella zona del mercato quando il mercato non c'era e ho scoperto i bellissimi disegni lungo le mura grigie del sotto ponte. Poi ho rivisto la stessa zona durante il mercato, il giorno dopo, passeggiando coi miei coinquilini provvisori, e c'era una piccola banda che suonava all'angolo, in un bar, regalando una colonna sonora a quella mattina fatta di sole e profumi di pollo arrosto e verdure d'ogni tipo.
Mi sto preparando psicologicamente al momento in cui lascerò questa città, mi ci sto preparando forse da quando sono arrivata, come sono solita a fare. E' un po' il solito discorso della depressione post-partum che si ha quando si finisce di lavorare su un fumetto che ti ha preso mesi della tua vita. Eppure questa volta posso dire con mia grande soddisfazione, che parto più a cuor leggero perché ho saputo venerdi scorso di essere stata scelta per il tirocinio a Trieste in web design. Una di due. Praticamente un miracolo.
E dunque si apre un nuovo mini-capitolo della mia vita, un capitolo dove spero di imparare tanto come ho imparato qui a Grenoble. Questa notizia oltre ad avermi riempito di gioia ed aver chiuso definitivamente il capitolo "commessa nel negozio dello sfruttamento", mi ha dato lo stimolo per pensare a mille cose che vorrei fare, perché la vita è breve, e ormai che sono abituata a fare tante cose tutte assieme, non posso pensare ad un periodo di solo - tesi. Vorrei studiare bene l'inglese, fare la patente B e studiare per fare un esame d'ammissione all'università di Bologna in un corso a (piccolissimo) numero chiuso. Troppe cose, lo so. Una per volta. Ma tutto questo pensare mi evita di rendermi conto al 100% che lascerò la Francia. Lascerò il mio tutor con cui mi faccio grasse risate e le strade strette del centro a Grenoble.
Lascerò questi miei coinquilini, coi quali ho instaurato un rapporto breve ma bello, che mi hanno insegnato che si può vivere in modo comunitario senza bisogno di sbranarsi, di creare odi per una bolletta, per una porta sbattuta.
Ho finito ieri notte il dossier da consegnare per l'esame di Scrittura creativa 2. Un dossier di 50 pagine dove propongo il mio fumetto ad un editore. E mi piace. Capita di rado che quando riguardo il mio lavoro ne sono soddisfatta pienamente, poiché coincide con ciò che avevo pensato. Stavolta accade esattamente così. Poi magari capiterà che riceverò un voto pessimo e cose cosi. Ma la verità è che non m'importa perché i miei professori sono stati sgarbati e incompetenti, menefreghisti e boriosi. Ho chiesto di consegnare il dossier per via telematica perché fino al 2 mi veniva difficile essere a Bologna ed ho ricevuto una risposta secca. Vieni qui, non me ne frega niente. Chapeau. La stessa risposta l'ha ricevuta la mia compagna di corso, che deve trovare il modo di far pervenire lo stesso dossier  manualmente pur vivendo nei pressi di Napoli.
Grazie mille, l'ennesima prova del fatto che l'Accademia non potrà mai venir vista come un'Università, perché non abbiamo personale preparato e questo non sa nemmeno rendersi disponibile conscio del fatto che le tecnologie dovrebbero supportare il lavoro dello studente e quello del docente. Già mi piange il cuore all'idea di quanto spenderò per stampare questo dossier. 25 pagine a colori e le restanti in b&n. Stampe inutili e care, per un modus operandi totalmente elitario.
Ricordo con non poco rancore gli esami che andavano bene se spendevi 100€ di stampe fatte bene, rilegate, su carta particolare e cose cosi. Non dovrebbero esserci discorsi del genere.
Ma poco male, sono gli ultimi due esami in questo posto. Se tutto va come deve andare tra due settimane sarò ufficialmente una tesista. E via cosi. Sono riuscita a colorare 13 pagine di fumetto in poco tempo perché mi sta prendendo tantissimo e ancor più il rapporto instauratosi con lo scrittore del racconto stesso dopo aver deciso di collaborare. Questo fumetto mi rende felice. Vorrei pensassero la stessa cosa coloro che lo leggeranno, un giorno. Un po' ci spero sempre. Legittimo, no?


Schizzo di Lorenzo, "Il biplano e la cometa" - 
 



Immagini del muro dipinto a Grenoble, mercato.


                                                  Vignetta colorata di "il biplano e la cometa"

lunedì 16 settembre 2013

Pagine bianche come se piovessero

Cade la pioggia su Grenoble, e oltre al fatto che mi ritorna alla mente il mio strano amore per codesta condizione climatica, sento di essere veramente qui, grazie a questo freddo che entra sottile nelle ossa e ci si ristagna, come terriccio in una pozzanghera.
In questo breve periodo di tempo che mi separa dalla rapida gita fuori porta, a Lione,  non sono successe chissà quali cose, ma tra queste c'è da sottolineare una febbricciola di passaggio, durata solo un paio di giorni e a temperatura veramente moderata... Ma che come tutte le cose così, mi hanno messa K.O.
La cosa peggiore è che il tutto ha avuto inizio il giovedi sera, quando, in un impeto di entusiasmo, sono andata con la mia collega a mangiare quello che alcuni suoi amici spacciavano per un ottimo hamburger. Premesso che io non me ne intendo così tanto da poter dire che un hamburger sia veramente ottimo anziché semplicemente distunguerlo da quello di qualche catena di fastfood piuttosto scadenti, il posto ha immediatamente catturato la mia attenzione. Gente che sedeva su barili di latta, chi su poltroncine da cinema, chi, come noi, ad un tavolo pensile. Su ogni tavolo c'erano dei robottoni giocattolo alti 40cm cadauno e a completare l'arredamento nonsense, le pareti erano fatte a serranda, o porta di garage. A parte questo l'ho trovato immediatamente un po' caro, salvo poi scoprire che le patatine fritte erano a volontà. Tuttavia, una volta arrivato il famigerato hamburger, mi sono accorta che la carne era assolutamente al sangue (e non ho abbastanza coraggio né abbastanza francese sulle spalle per poterlo rimandare indietro) e probabilmente già forte del freddo preso nei giorni passati (complice la stessa gita a Lione, sotto la pioggia), il mio stomaco non l'ha proprio sopportata. Già che c'ero, giusto per rincarare la dose, ho ben pensato di mangiare un dolce con gelato annesso, proprio io che dovrei ricordare di avere un'intolleranza al latte latente ma non troppo... Et voilà, ho passato due giorni con i crampi allo stomaco maledicendo ogni grammo della roba che avevo precedentemente ingurgitato. In seguito ho poi scoperto di avere pure la febbre, il che mi ha consolata, a dire il vero, siccome sentivo un dolore lancinante alle ossa che mi faceva sembrare una vecchia di novant'anni.Ospizio rimandato. Dopo un po' di sano (ma non troppo) paracetamolo, tutto è passato e grazie al cielo  (e ad un coinquilino medico) sono riuscita a non perdere nemmeno mezza giornata di tirocinio, sebbene non ho una chiara idea di come io ci sia arrivata fino a (lì,) venerdi.
Ma tralasciando questa bizzarra avventura, arriviamo al titolo del post.
Qualche giorno prima del mio disagio intestinale (suona quasi bene cosi), sono andata a far shopping nel negozio migliore di Grenoble, ovvero quello di belle arti, che come già detto in uno o più post precedenti, è a due piani ed ha un reparto dedicato solo ai tipi di carta su cui sbizzarrirsi.
Ebbene, per quanto io ne abbia ancora non pochi di sketch book inutilizzati o quasi, spero sempre sia un disagio comune quello di dover per forza provare, disegnare, scarabocchiare. Ebbene, ho acquistato un album di carta d'acquerello da 65 fogli alla modica cifra di 8,50€. Non sono una babbiona, so che se il prezzo è così basso ci sono fattori come:

-grammatura del singolo foglio
-percentuale di cotone
-qualità della carta
-marca della carta
-iva
-pizzo giusto per il gusto di mettercelo perché la roba da disegno costa e ti attacchi

In ogni caso, non essendo una pittrice o roba così, è come se mi avessero proposto 100€ al prezzo di 10€, e dunque l'ho comprato, poiché ce l'avevo sul groppone da due mesi e mezzo e non si può star male cosi per ottoeuroecinquanta. Non facciamo i fighi, sono praticamente due ore di quel pessimo lavoro/sfruttamento che mi son tenuta a Modena per quattro anni e mezzo, ma due mesi e mezzo son due mesi e mezzo.
A parte il mega blocco, ho poi preso uno sketch book della Canson con copertina rigida, che ho rischiato di far collassare il giorno dopo averlo acquistato, ovvero durante la solita gita a Lione, quando ho aperto la borsa mentre da cielo cadevano secchiate d'acqua una dietro l'altra e lui era lì, inerme, che non aspettava che assorbire ogni goccia volesse arrivargli addosso. Sebbene, nonostante i due mesi e mezzo di angoscia, io non li abbia ancora testati per la pura pigrizia di sciogliere gli acquerelli BLA, che nascondo abilmente dietro la scusa evergreen "devo fare la tesi, non ho tempo per dipingere", lo sketck book l'ho provato eccome. E come ogni sketch book che si rispetti, i primi disegni sono sempre soddisfacenti, perché li fai come se sai che diventerà il tuo portfolio di schizzi, così belli che gli altri a bocca aperta ti diranno "ooooh, ma se disegni così quando fai gli schizzi, chissà cosa combini con gli originali!". Ok, era la frase più rarefatta della terra, e no, tale sketch book non sarà mai il portfolio bla. Mai. Ma è bello crederlo, e dunque restiamo soddisfatti delle prime cose fatte almeno fino a quando non vedrò lo sketch book di qualcuno che mi farà dire "ooooh, ma se disegni così quando fai gli schizzi, chissà cosa combini con gli originali!" (ho copiaincollato, ovviamente).
è delirante questo post, lo so. Non fatemelo pesare.
Prendetelo per una conseguenza della gastrite/indigestione/mucca pazza di giovedì o della febbre che manco vera febbre era o di tutte due assieme (bonus che si una solo una volta nella vita quindi fatelo con parsimonia), ma tant'è.
Mancano due settimane alla fine del mio tirocinio e la cosa mi angoscia. (tono cupo)
Mi sembra di aver combattuto come un'ossessa per un anno per una cosa volata via in un secondo e mezzo. E la cosa peggiore è che la settimana prossima sarà persino più corta perché il mio tutor và in quel di un paese di cui non ricordo il nome vicino a Nimes e io avrò due giorni di tirocinio in meno.
Vorrei dire "ehi, ridatemi tutti i giorni che ho perso, tra Cina, cosoNimes e maledettissimo workshop in Accademia", ma non posso e allora mi rattristo e basta. L'ho respirata tutta Grenoble, grazie alla mia collega e ai suoi amici, grazie alle passeggiate lunghissime, alle volte che mi sono persa e al clima pessimo di qui, eppure so che ad una parte di me mancherè sempre Grenoble, perchè mi ha restituito una parte di me che stavo lasciando andar via. Quella più serena, che cerca di cogliere il buono. Evitiamo le polemiche, per una volta, anche perché in francese non saprei polemizzare, ma questo è un altro discorso. Ho fatto un lavoro su di me che andrebbe approfondito. Ho scostato mentalmente (al "fisicamente" ci ha pensato quell'odioso autobus dell'Eurolines che ancora maledico dall'ultima volta e già maledico per la prossima) amicizie che mi dan più noie che altro. Ho pensato alle cose che mi irritano tipo i buonismi delle pagine di Facebook, i favoritismi in Accademia, e ho cercato di smussare un po' gli angoli e di capire come mai sono diventata così rigida. Non voglio prendere sul personale cose che non lo sono e non voglio farne una questione di vita o di morte cose personali ma che non ne valgono la pena. Take it easy, cavolo! E così cercherò di fare, se non altro per essere una persona migliore, in primis per... essere una persona migliore! e poi ovviamente per le persone che mi circondano, quelle che io credo meritino sempre di più. Ma ora la buonista sembro io, e senza un filo di polemica. I miei cari potrebbero venire in elicottero a recuperarmi quiggiù per portarmi da uno psichiatra sufficientemente scaltro da dire "non resta che l'elettroshock!", e io non voglio, ho appena mangiato del buon sushi e voglio tenerlo ancora lì, sulle papille gustative per un po', perché ne vale la pena.

Ah si, e non ho ancora usato UN maledettissimo foglio di quel blocco da ottoeuroecinquanta. Non fatemi questo.
Alla prossima.



Grenoble, il fiume, il maltempo che arriva inesorabile (assieme ai miei malanni)

L'hamburgerificio di cui ho parlato. Era così adorabile con quei sottopiatti fatti con i vinili....

Un piccolo regalo, una catenina con il balloon... Non è adorabile?

Schizzo 1 - Preso dalla foto di un'attrice di Private Practice, mi piaceva la posizione e l'ho trasformata in una minorenne o_o

Torniamo giovani. Sempre sul nuovo Sketch book, ricordi di momenti adolescenziali fatti di musica e pensieri solitari. Grazie a Dio non di Converse, ma il mio personaggio è più modaiolo- finto hipster bla bla, e le deve avere, e allora tienile. Ma sappi che sono prese al mercato a 10€. Anzi, 8€, perché con 8,50€ ci compri un album da disegno...


Studio di un personaggio che comparirà mezza volta nel fumetto di tesi ma ha le fattezze di Olivia Wilde che è troppo bella per non essere disegnata. (with love by your stalker <3 anche se sei vegana)



Tre ritratti puccio-mangosi di una cara amica (l'ultimo praticamente commissionato)... Della serie "ecco cosa si fa pur di non studiare)

Una tavola della tesi che rappresenta un corteggiamento un po' in stile Moccia, ma la colpa non è solo mia :)

E ovviamente il My Stopid Sketch. Una storia vera. Purtroppo.




domenica 8 settembre 2013

E poi, il ritorno a Grenoble

Rieccomi su questo blog, dopo una sola settimana.
Tornata in quel di Grenoble tra non poche fatiche a causa del solito autobus col solito wc rotto e il solito conducente maleducato, ho espletato un'altra settimana di tirocinio alla casa editrice. Di lavoro da fare ce n'è tanto, confermato il 5 jours, ovvero una fiera del fumetto di cinque giorni e catalogo 2014 work in progress.
Attualmente vivo a casa di amici della mia collega, ragazzi simpatici che si danno molto da fare e hanno sempre un modo di fare gentile. E allora vengo catapultata in un  24h su 24 pronti e via che si parla francese, o almeno ci si prova. Sono molto fiera del mio riuscire a capire tutto ciò che mi dicono o quasi. Dall'altra parte loro utilizzano parole più semplici e mi traducono una parola se non la conosco, utilizzando sinonimi e quant'altro. C'è però da dire che la cosa in sè è molto stancante e allora ieri ho deciso last minute di andare a fare un giro a Lione. Giro che mi ha fatto sfornare 180 foto tra museo delle miniature e visita in città.
La cosa che mi ha resa più felice è aver potuto vedere il Museo di Belle arti. Un museo gigantesco che conteneva opere assolutamente stupende. Ho potuto vedere delle opere di Picasso, che per quanto non mi piaccia fa sempre bene conoscere, scoprendo così i seguaci meno noti del cubismo. Ho visto qualche opera meno nota di Monet, che intevitabilmente sono quelle che finiscono per piacermi di più, e moltissime altre cose, di autori più e meno noti.
Ho saltato a piè pari la sala dei fiori. Una sala quadrata con al suo interno unicamente quadri coi fiori. Mi veniva l'allergia al solo vederli. Ho guardato in fretta la sala dedicata alle opere del '300 e altrettanto ho fatto con la sala dedicata alle sculture che erano perlopiù copie di sculture italiane.
Avendo a disposizione circa 4 ore sono poi fuggita a vedere la città, con la zona di Presq'Ile, le basiliche, le decorazioni del centro città. Per le strade nonostante la pioggia battente c'era molta gente e nonostante la mia cartina fradicia e l'avversione dei lionesi a tenere aperte almeno le chiese fino alle 20 anziché fino alle 18 (?!) sono riuscita a fare un bel tour. Ho visto le rovine del teatro romano che sono assolutamente giganti e il muro dipinto che da lontano sembra un palazzo normalissimo, con troppe persone sui troppi balconi.
Insomma, una giornata così, sebbene improvvisata, ne ha valso assolutamente la pena. Avrei voluto già essere in marcia e visitare un'altra città francese, ma oggi ho dormito per la prima volta dopo 4 giorni così tanto da sentirmi in piena armonia col mondo.
In tutto questo, l'altra sera, mentre i miei coinquilini davano una festa durata fino le 3.30 di mattina e io non avevo assolutamente la forza per parteciparvi, ho provato a colorare la prima tavola del fumetto di tesi. Un lavoro piuttosto lungo, ma devo dire che mi ritengo abbastanza (e dico, abbastanza) soddisfatta.
Di lavoro ce n'è ancora tanto da fare.

à bientôt



Pezzi di tesi










Un po' di Lione!



e infine l'attesissimo (?) My stupid sketch